Amanda Knox a Verissimo: «La famiglia di Meredith si sente ferita dalla persona sbagliata»

Amanda Knox

Tempo di lettura 2 minuti

L’americana torna in tv da Silvia Toffanin con il marito e i figli. Tra le polemiche sullo spettacolo ‘Cartwheel’ e il ricordo del delitto di Perugia, dichiara: «Raffaele Sollecito e io ci vogliamo ancora bene. Ho chiesto scusa a Patrick Lumumba»

MILANO – «La famiglia di Meredith ha perso una figlia e una sorella nel modo più atroce possibile e quindi è giustificata nel sentirsi per sempre arrabbiata, però mi spiace che si sentano feriti dalla persona sbagliata». Così Amanda Knox risponde alle dure critiche sollevate dai familiari di Meredith Kercher riguardo al suo recente spettacolo di stand-up comedy, Cartwheel. L’intervista, rilasciata a Silvia Toffanin negli studi di Verissimo, vede per la prima volta la presenza in tv della Knox al fianco del marito Christopher Robinson e dei loro due figli, Eureka ed Echo.

Pubblicità

Durante la trasmissione, l’ormai trentasettenne statunitense respinge con fermezza l’accusa di voler banalizzare la tragedia che ha sconvolto Perugia nel 2007. «Non faccio ironia su un omicidio e l’idea che il mio messaggio sia quello di normalizzare la violenza contro le donne è falsa», chiarisce. «Ogni volta che parlo di quello che è successo a me, parlo anche di quello che è successo a Meredith. Il fatto che nessuno ricordi il nome della persona che l’ha violentata e uccisa [Rudy Guede, ndr] è una tragedia. Penso che questa sia una storia di misoginia: a lei è stata tolta la vita come se non valesse niente e io sono stata messa in carcere come se non valessi niente, quando eravamo entrambe innocenti».

Leggi anche  Cassazione respinge ricorso di Sollecito:

L’intervista tocca anche capitoli personali ed emotivi del passato, a partire dal legame mai spezzato con Raffaele Sollecito, coimputato e prosciolto insieme a lei: «Ci vogliamo ancora bene. Quando sono tornata in Italia abbiamo fatto finalmente il viaggio a Gubbio che dovevamo fare quella mattina. Lui spingeva il passeggino di mia figlia; un artista di strada gli ha chiesto se fosse sua e lui ha risposto di no. In quel momento ho pensato a come le nostre vite potessero essere diverse».

Ampio spazio viene dedicato anche alla figura di Patrick Lumumba, l’uomo da lei ingiustamente accusato nei primi giorni delle indagini e per il quale la Knox ha riportato una condanna definitiva per calunnia. «Gli ho chiesto scusa perché è stato messo in carcere, ha perso il suo locale, ha perso tanto. Purtroppo le mie scuse non gli bastano», ammette.

A chiudere il quadro è la testimonianza del marito Christopher, che spende parole di forte sostegno per la moglie: «Penso che Amanda sia la persona più coraggiosa che io conosca. Sono veramente orgoglioso di lei: giorno dopo giorno mi ricorda come posso essere una persona migliore e più forte».

CONDIVIDI
  • https://securestreams3.autopo.st:1369/stream
  • Radio Caffè Criminale ON AIR
  • on air