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Parma celebra Marilyn Monroe a cento anni dalla nascita

di Davide Cannella · 3 min di lettura WhatsAppFacebookX
Portrait of actress Marilyn Monroe, photographed at Cecil Beaton's room at the Ambassador Hotel in New York in February 1956. (Photo by Cecil Beaton/Condé Nast via Getty Images)

Parma celebra Marilyn Monroe a cento anni dalla nascita: una mostra tra arte, riscatto e le ombre del mito

A un secolo dalla nascita della diva di Los Angeles, la città ducale si prepara a ospitare “Marilyn Monroe. Fragments”, un’esposizione che esplora il talento, la determinazione e i complessi enigmi che ne hanno segnato la fine.


Il 1° giugno 1926 nasceva a Los Angeles Norma Jeane Mortenson, la donna che con lo pseudonimo di Marilyn Monroe avrebbe cambiato per sempre la storia del cinema e dell’immaginario collettivo. Nell’anno del centenario della sua nascita, Parma rende omaggio all’icona globale proponendo un’importante mostra intitolata Marilyn Monroe. Fragments.

Oltre la “bionda frivola”: l’attrice e la sua arte

Il nucleo centrale dell’esposizione nella città ducale si propone di approfondire i molteplici aspetti della carriera e della personalità di Marilyn. L’obiettivo è restituire al pubblico il ritratto fedele di una donna determinata a emanciparsi dallo stereotipo della “bionda frivola” affibbiatole dai grandi studios di Hollywood.

Marilyn considerava la recitazione una vera e propria forma d’arte e ha combattuto per tutta la vita per conquistare il giusto riconoscimento del proprio talento drammatico. Attraverso immagini e documenti, la mostra ricompone i “frammenti” di un’artista complessa e consapevole, ben diversa dalla caricatura superficiale costruita dai media dell’epoca.


La fine e il mistero: la versione ufficiale e le nuove ombre

Accanto alla consacrazione artistica, la figura di Marilyn resta indissolubilmente legata all’enigma della sua scomparsa. La versione ufficiale registrata dai verbali dell’epoca riporta che, nelle prime ore del 5 agosto 1962, la governante Eunice Murray notò la luce accesa nella stanza dell’attrice, la cui porta era chiusa dall’interno. Spaventata, allertò lo psichiatra Ralph Greenson, il quale, entrato dalla finestra della camera da letto a Brentwood, trovò il corpo privo di vita di Marilyn con una boccetta vuota sul comodino.

L’autopsia eseguita dal medico legale Thomas T. Noguchi determinò come causa del decesso un avvelenamento acuto da barbiturici (un’ingestione massiccia di Nembutal e cloralio idrato), escludendo segni di violenza fisica e archiviando il caso come probabile suicidio.

Tuttavia, le ricostruzioni successive hanno sollevato profondi interrogativi su quella drammatica notte:

  • L’ipotesi del biografo Anthony Summers: Attraverso le testimonianze del personale di soccorso, Summers ha rivelato che l’attrice sarebbe morta nella tarda serata del 4 agosto a bordo di un’ambulanza diretta al Saint Johns Hospital di Santa Monica. A seguito del decesso durante il tragitto, il veicolo avrebbe fatto dietrofront, riportando il corpo nel letto dell’abitazione per allestire la scena.
  • Il ruolo dei fratelli Kennedy: Alle 21:30 del 4 agosto, Marilyn chiamò il suo stilista di fiducia, Sydney Guilaroff, confidandogli di sentirsi in pericolo. L’attrice raccontò di aver avuto quel pomeriggio una violenta lite con Robert F. Kennedy, giunto a casa sua per interrompere la loro relazione. Di fronte al rifiuto e alle promesse infrante, la diva avrebbe minacciato di indire una conferenza stampa per svelare i segreti della potente famiglia politica.
  • La lettera perduta a Truman Capote: Nel 2015, Frederic Cabanas, proprietario del Marilyn Monroe Museum, ha autenticato un documento rimasto nascosto per decenni: una lettera dattilografata spedita da Marilyn all’amico Truman Capote dieci giorni prima di morire. Scritta dall’abitazione di un vicino per evitare intercettazioni e spedita nascosta all’interno della custodia di una penna Montblanc, la missiva rivelava il terrore dell’attrice, che dichiarava di sentirsi braccata, osservata e in grave pericolo di vita imminente.

La mostra Marilyn Monroe. Fragments si presenta così come un’occasione unica non solo per celebrare l’eleganza e l’eredità artistica di un’icona del Novecento, ma anche per confrontarsi con la complessità e le fragilità di una donna che continua a fascinare il mondo a cento anni dalla sua nascita.

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