La storia non è mai esattamente come ci viene raccontata.
A cinquantuno anni dalla tragica notte dell’Idroscalo, Piazzale Clodio apre un nuovo fascicolo affidato alla PM Silvia Santucci. L’esposto dell’avvocato Stefano Maccioni riaccende i riflettori sulle incongruenze della verità processuale e sull’ipotesi di un agguato pianificato.
La storia non è mai esattamente come ci viene raccontata, e la verità processuale non sempre corrisponde alla verità in assoluto. A distanza di oltre mezzo secolo dal brutale assassinio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto all’Idroscalo di Ostia nella notte tra il primo e il 2 novembre 1975, la Procura della Repubblica di Roma ha ufficialmente aperto un nuovo fascicolo d’indagine. Il procedimento è stato affidato al sostituto procuratore Silvia Santucci.
L’esposto di Piazzale Clodio e la svolta giudiziaria
La riapertura dell’inchiesta nasce da un esposto depositato a Piazzale Clodio dall’avvocato Stefano Maccioni. Il legale, che in passato ha assistito Guido Mazzon (cugino della vittima), attualmente rappresenta l’Ordine dei giornalisti del Lazio, il regista David Grieco e lo scrittore Giovanni Giovannetti.
L’iniziativa giudiziaria si fonda su un corpus di elementi raccolti dalla difesa e formalizzati in un’istanza depositata nel novembre 2025, successivamente integrata con nuovi riscontri nel maggio 2026. Non è la prima volta che si tenta di far luce sul delitto: nel 2016 e nel 2023 la Procura aveva respinto precedenti richieste di riapertura. Questa volta, invece, l’integrazione di nuovi dati ha fornito agli inquirenti gli elementi necessari per procedere.
“Confidiamo che la Procura della Repubblica di Roma riesca finalmente a fornire quelle risposte che da troppi anni stiamo cercando”, ha commentato l’avvocato Maccioni, esprimendo forte emozione e soddisfazione per la decisione dei magistrati. Il legale ha inoltre lanciato un appello diretto: “Invitiamo tutte quelle persone che fino ad oggi hanno preferito tacere su ciò che sanno a farsi avanti e parlare”.
Cosa successe veramente quella notte?
L’ipotesi del reo confesso solitario — impersonato all’epoca dal giovane Pino Pelosi — ha mostrato nel tempo crepe sempre più evidenti. Gli interrogativi mai risolti continuano a pesare sulla memoria collettiva del Paese:
- L’agguato premeditato: Qualcuno attendeva Pasolini all’Idroscalo di Ostia per tendergli una trappola?
- La presenza di più persone: Gli elementi di matrice scientifica e le testimonianze emerse negli anni suggeriscono la presenza di un gruppo di picchiatori sul luogo del delitto.
- I mandanti e il contesto politico: Chi aveva interesse a mettere a tacere una delle voci critiche e profetiche più scomode dell’Italia degli anni Settanta?
L’avvio di questo nuovo fascicolo d’indagine rappresenta una possibilità concreta di superare le ricostruzioni parziali del passato. Se le nuove verifiche confermeranno le piste investigative prospettate dalla difesa, la magistratura romana si appresta a riscrivere una delle pagine più cupe e discusse della storia italiana contemporanea.




