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Giustizia ·

Mostro di Foligno, una perizia per valutare la pericolosità di Chiatti

Redazione · 2 min di lettura CondividiWhatsAppFacebookX
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L’esame dovrà servire a stabilire se può lasciare la Rems dove si trova

Tra “poche settimane” Luigi Chiatti, il cosiddetto “mostro di Foligno”, sarà sottoposto a una perizia per stabilire la sua pericolosità sociale.

Un esame in base al quale il Tribunale di sorveglianza dovrà stabilire se potrà lasciare la Rems dove si trova per la misura di sicurezza disposta con la sentenza che gli ha inflitto 30 anni di reclusione (ormai scontati) per gli omicidi di Lorenzo Paolucci e Simone Allegretti, tra l’ottobre 1992 e l’estate ’93. Lo scrive la Nazione.

Chiatti nel 2015 – a fine pena detentiva – è stato trasferito in una Rems in Sardegna, a Capoterra. Per una misura di sicurezza che il Tribunale di sorveglianza di Cagliari ha continuato a prorogare sulla base delle relazioni interne alla struttura. Almeno fino ad oggi. Perché nella prossima udienza – che si terrà alla fine di novembre – verrà formalizzato l’incarico per la rivalutazione dello stato mentale di Chiatti, un’analisi che non si verificava da oltre dieci anni.

Maria Cristina Ornano, presidente della Sorveglianza di Cagliari – scrive la Nazione -, ribadisce che il riesame della pericolosità sociale è un presupposto essenziale per una misura che deve essere “concreta e attuale”, sottolineando la “necessità di trovare un difficile punto di equilibrio tra la tutela della salute della persona sottoposta alla misura e l’interesse della collettività”.

Infanzia e Adozione

Nato a Narni come Antonio Rossi, figlio di una giovane domestica rimasta incinta in seguito a una violenza sessuale, fu abbandonato poco dopo la nascita poiché la madre non poteva provvedervi. Trascorse i primi anni di vita in un brefotrofio a Narni, manifestando un’indole solitaria e ostile.

Poco prima di compiere sei anni fu adottato dai coniugi folignati Ermanno Chiatti e Giacoma Ponti (adozione ufficiale nel 1975), assumendo definitivamente il nome di Luigi Chiatti.

Giovinezza

Dopo il diploma da geometra e il servizio militare, si iscrisse all’università a Perugia ma fu espulso dal collegio a 21 anni per piccoli furti. In questo periodo emersero chiaramente la sua profonda solitudine, la mancanza di amicizie e occasionali scatti di aggressività, problemi che lo portarono a consultare, seppur saltuariamente, uno psicologo.

Gli Omicidi e l’Arresto

Divenuto noto come il “Mostro di Foligno”, Chiatti si macchiò di due efferati delitti:

Simone Allegretti (4 ottobre 1992): Uccise il bambino di 4 anni nella campagna umbra. Rivendicò l’omicidio lasciando biglietti nelle cabine telefoniche in cui si firmava “il Mostro”, forniva dettagli sul cadavere e lanciava un macabro appello alle Forze dell’Ordine affinché lo fermassero. Nei mesi successivi trafugò anche la foto del bambino dal cimitero.

Lorenzo Paolucci (7 agosto 1993): Uccise a coltellate il tredicenne. In questo caso, la scia di sangue lasciata dal corpo condusse gli inquirenti direttamente alla casa di villeggiatura dei Chiatti.

La Confessione

Le perquisizioni in casa e in una discarica locale fecero rinvenire gli effetti personali delle vittime, l’arma, gli abiti usati e la penna delle lettere di rivendicazione. Messo alle strette, Chiatti confessò.

Rivelò agli inquirenti di aver accumulato vestiti per bambini con l’intento originario di rapirli e vivere in clandestinità con loro per sette anni. Il movente psicologico, a suo dire, era curare la propria solitudine e la totale incapacità di relazionarsi con gli adulti, ritenendo i bambini gli unici in grado di comprenderlo.

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