La procura di Larino non vuole lasciare niente di intentato e sta lavorando alacremente e in silenzio sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, avvelenate con la ricina a Pietracatella alla fine di dicembre 2025.
Chi aveva maturato tanto odio da uccidere le due donne con la ricina? E come è arrivato il veleno in quella casa?
Per cercare una risposta la procura ha ordinato una nuova perquisizione. Questa volta il tema erano i libri. Perché?
La perquisizione di venerdì
Venerdì 6 novembre la Squadra mobile di Campobasso è tornata nella casa della famiglia Di Vita. È stato l’ultimo passaggio prima del dissequestro: l’abitazione era sotto sigilli dal 28 dicembre e, dopo più di dieci mesi, è stata restituita.
Gli investigatori hanno portato via due vecchi telefoni cellulari e alcuni romanzi gialli che parlano di omicidi.
I libri di Holly Jackson
Fra i volumi ce ne sono due della scrittrice inglese Holly Jackson, della stessa trilogia: Come uccidono le brave ragazze, del 2019, da cui Netflix ha tratto una serie, e Una brava ragazza è una ragazza morta, del 2021. Sono romanzi per ragazzi in cui una studentessa indaga su un delitto.
Un libro in una libreria non è una prova. È una pista, e gli inquirenti vogliono capire se quelle pagine abbiano un posto nella storia di questo avvelenamento o se siano soltanto libri.
A che punto sono le indagini
Il fascicolo è aperto per duplice omicidio premeditato. A oggi nessuno risulta indagato per l’avvelenamento. Per la gestione clinica delle due pazienti sono indagati cinque medici, per omicidio colposo.
Si aspettano ancora i risultati delle analisi del Robert Koch Institute di Berlino sugli alimenti e sugli oggetti presi in casa: l’istituto ha chiesto altro tempo per completarle.
Foto: frutti di ricino, di Macleay Grass Man, da Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0.




