venerdì 30 Ottobre 202630 Ottobre 2026 Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Lucca, n. 3/19Testata registrata, Tribunale di Lucca YouTubeSpotifyInstagramFacebook
Cronaca Nera ·

Quando l’arma del delitto è un bombolone alla crema

di Davide Cannella · 3 min di lettura WhatsAppFacebookX

Quando l’arma del delitto è un bombolone alla crema: soffoca il cugino disfagico per l’eredità

Arrestato a Reggio Emilia un 76enne con l’accusa di omicidio pluriaggravato. La vittima, 74 anni e bisognosa di cibo frullato salvavita, è morta soffocata in struttura. Il movente: un patrimonio da 300mila euro.


Esistono milioni di modi per togliere la vita a un uomo. Dalle scale insaponate ai veleni tradizionali, la storia della cronaca nera ha registrato le trame più disparate, ma che l’arma del delitto potesse diventare un bombolone alla crema — un dolciume all’apparenza innocuo, ma letale per specifiche patologie — è una vicenda giudiziaria che lascia sgomenti.

È la drammatica ricostruzione emersa a Reggio Emilia, dove i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia locale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Elico Fantuzzi, 76 anni. L’accusa contestata dalla Procura è di omicidio pluriaggravato ai danni del cugino 74enne, Alfredo Tamagnini, di cui l’uomo era tutore legale dal 2009. Dietro il gesto, secondo gli inquirenti, ci sarebbe una precisa spinta economica: un’eredità stimata in circa 300mila euro.


La trappola del cibo proibito

I fatti risalgono alla mattina del 27 giugno scorso all’interno della struttura residenziale sociosanitaria dove la vittima era accolta. Alfredo Tamagnini, disabile non autosufficiente e affetto da una progressiva e severa disfagia, era sottoposto a un rigido piano assistenziale che prevedeva una dieta basata esclusivamente su cibo frullato, fluido o semisolido. Una prescrizione medica qualificata come vero e proprio presidio salvavita, resa indispensabile a seguito di ripetuti ed elusi episodi di soffocamento verificatisi nei mesi precedenti.

Fantuzzi, a conoscenza delle patologie del cugino e della sua spiccata golosità e voracità, avrebbe agito con lucidità. Secondo la ricostruzione della Procura e del Gip Andrea Rat, la mattina del delitto l’uomo si è presentato in struttura introducendo di nascosto una confezione di paste fresche e bomboloni alla crema, eludendo i controlli interni del personale assistenziale.


La distrazione dei soccorsi e la bibita gassata

Dopo aver lasciato i dolci a disposizione del parente, Fantuzzi si è allontanato verso la guardiola con il pretesto di mostrare alle operatrici socio-sanitarie la confezione di un rasoio elettrico destinato al cugino. Una mossa strategica che ha distolto l’attenzione del personale sanitario, interrompendo qualsiasi sorveglianza nel momento in cui il 74enne disponeva del cibo vietato.

Rimasto solo, l’anziano ha ingerito il bombolone ed è stato immediatamente colto da una grave crisi respiratoria. A quel punto, anziché lanciare subito l’allarme, l’indagato si è diretto verso il distributore automatico della struttura, ha acquistato una bevanda gassata e ha tentato vanamente di fargliela bere nel tentativo di spingere giù il boccone.

Solo successivamente ha richiamato l’attenzione delle infermiere con fare calmo, limitandosi a riferire che il parente “non stava bene” e omettendo di dire che aveva poco prima consumato alimenti solidi e vietati.


Le accuse: premeditazione e minorata difesa

L’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip contesta a Fantuzzi un quadro accusatorio particolarmente pesante:

  • Premeditazione: Secondo l’accusa non si è trattato di una disattenzione occasionale. L’indagato aveva già tentato in passato di recapitare dolciumi al cugino di nascosto.
  • Abuso dei doveri e dei poteri inerenti alla funzione di tutore legale.
  • Reato commesso ai danni di una persona con disabilità certificata ricoverata in una struttura di assistenza.
  • Minorata difesa della vittima, impossibilitata a tutelarsi autonomamente.

Come sottolineato dal giudice nell’ordinanza, l’introduzione del bombolone non può essere letta come una violazione inconsapevole di una norma ignota, ma come l’impiego deliberato di un alimento letale per le condizioni della vittima. Fantuzzi si trova ora agli arresti domiciliari in attesa del prosieguo dell’iter giudiziario.

Davide Cannella

Da leggere

Prima pagina