Omicidio del pizzaiolo emigrato negli Usa:“Sono stata costretta, mi stava strangolando!”

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di Daniele Vanni

Ma dopo avergli sparato, tenne il cadavere nascosto per 13 giorni.
Oggi udienza preliminare negli Usa, per Anna Maria Tolomello, 48 anni, accusata dell’omicidio del compagno Giovanni Gallina, 65 anni, entrambi originari di Carini.
La donna, secondo quanto riporta il “Giornale di Sicilia”, ha confermato più volte davanti agli inquirenti sempre la stessa versione: avrebbe ucciso per legittima difesa in quanto il marito la stava strangolando al culmine dell’ennesima lite.

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I due originari della provincia di Palermo gestivano a Chalfont, Pennsylvania la pizzeria, «Pina’s pizzeria».
Secondo quanto riportato dai giornali americani a far scattare le ricerche della polizia è stato il figlio della coppia, Philip, che non sentiva il padre dal 16 marzo scorso. Più volte il ragazzo aveva chiesto alla madre notizie. La donna aveva risposto che Gallina era partito per affari e aveva lasciato il cellulare nella pizzeria di famiglia. La verità però era ben diversa. Quando gli agenti sono arrivati in quella villa hanno scoperto pure la buca che sarebbe dovuta servire per seppellire il cadavere, trovato poi avvolto in camera da letto in un lenzuolo e in un piumone. Lo scavo sarebbe stato pagato 350 dollari ad una ditta che era stata contattata per «un lavoretto» ma, insospettitisi gli addetti dell’impresa aveva contattato la polizia, registrando pure una conversazione con la donna che ha permesso agli investigatori di confermare gli iniziali sospetti sulla fine tragica di Giovanni Gallina.

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