In cinque giorni, secondo caso di omicidio-suicidio di un oligarca russo

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di Daniele Vanni

Sergey Protosenya trovato impiccato nella villa in Spagna. In casa morte anche moglie e figlia. Analogie inquietanti con il caso del manager Vladislav Avayev.

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Un importante oligarca russo, Sergey Protosenya, si è tolto la vita dopo aver ucciso moglie e figlia. Il fatto però presenta analogie con la morte avvenuta lo scorso 19 Aprile a Mosca di un altro importante manager russo: Vladislav Avayev, ex consigliere del Cremlino ed ex vicepresidente della Gazprombank. Aveva una pistola in mano e con lui, senza vita, anche i corpi della moglie e della figlia minore, trovati dalla figlia maggiore Anastasia. Non è chiaro il motivo del decesso e le forze dell’ordine lasciano aperta ogni pista. Di recente il 51enne aveva lasciato Gazprombank, uno dei principali canali per i pagamenti di petrolio e gas russo.

Protosenya è stato trovato morto nella sua villa a Lloret de Mar in Spagna. Secondo le prime indagini l’uomo d’affari, il cui patrimonio era stimato intorno ai 400 milioni di euro, avrebbe ucciso con un’ascia la moglie Natalia e la figlia di 18 anni, mentre dormivano. Poi si sarebbe impiccato in giardino.

La famiglia si sarebbe recata a Lloret de Mar per passare la Settimana santa, mentre un altro figlio sarebbe rimasto nella residenza abituale della famiglia in Francia. Protosenya nel passato aveva ricoperto per sette anni il ruolo di vicepresidente del colosso russo Novatek: la più grande impresa indipendente di Russia produttrice di gas naturale liquefatto, e la settima più grande al mondo per volumi di produzione.

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