Udine, Omicidio Toffoli, tracce di sangue sulle scale e in ascensore

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La difesa segno evidente che «La sera dell’omicidio di Luaretta in casa ci fossero altre persone»

A pochi giorni dall’appuntamento con il Tribunale del Riesame, Piergiorgio Bertoli, il legale di Vincenzo Paglialonga, l’uomo sospettato per l’uccisione di Lauretta Toffoli, ha presentato ieri mattina, 28 maggio, una relazione tecnica redatta dai suoi consulenti sulla base di un sopralluogo eseguito nei giorni scorsi nella palazzina Ater di via della Valle nel capoluogo friulano.

Ricordiamo che Lauretta Toffoli, la 74enne che abitava nella palazzina Ater di via della Valle, fu uccisa con 33 coltellate ma l’autopsia rivelò anche tre tagli all’altezza del ginocchio della vittima, probabilmente fatti dopo la morte e con altro coltello, che fanno pensare a un tentativo di smembrare il corpo della donna. Ed è a tal proposito che la difesa di Vincenzo Paglialonga, il vicino di casa in misura cautelare in carcere quale indiziato di omicidio chiede ulteriori approfondimenti alla Polizia.

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«Ho presentato in Procura stamattina – dice l’avv.Bertoli – una relazione tecnica redatta dai miei due consulenti Edi Sanson e la criminologa Linda Pontoni, che si basa sul sopralluogo effettuato nei giorni scorsi presso la palazzina del delitto. In quell’occasione Sanson, uno dei massimi esperti di questa materia in regione, aveva segnalato alla Polizia scientifica la presenza di possibili tracce ematiche in luoghi ritenuti incompatibili con la presenza di Paglialonga. Ma la Scientifica apparentemente avrebbe trascurato questo aspetto – sostiene il difensore di Paglialonga -. Dico apparentemente, perché i poliziotti in realtà hanno fatto foto di tutto, anche delle tracce ematiche indicate da Sanson, ma nessuno ha fatto dei rilievi».

Così, prosegue il legale, «nei giorni scorsi i consulenti della difesa Sanson e Pontoni sono tornati sul luogo e hanno prelevato dei campioni di sangue, che si trovavano sulle scale ma anche in ascensore. Apparentemente, si tratta di tracce ematiche». «Sanson – prosegue il legale – ha prelevato dei campioni. Ora si tratta di analizzarli per capire se è sangue e di chi è. L’indagine è coperta da segreto istruttorio. Ma pare che nessuno sostenga che Paglialonga sia entrato in ascensore. Il fatto che ci siano possibili tracce ematiche in ascensore e in altre zone della palazzina in cui Paglialonga non sarebbe stato segnalato, rafforza la tesi di Paglialonga».

L’uomo, infatti, si è sempre professato innocente. Inoltre, ricorda il suo legale, «sostiene che quella notte ci fossero, nella palazzina,altri soggetti.

Nell’interrogatorio Paglialonga ha indicato alcune persone che avrebbero potuto essere presenti nell’edificio».

Secondo Bertoli, «il fatto che si siano trovate tracce ematiche rafforza la tesi difensiva. Siccome apparentemente nessuno sembra aver dato molto spazio a questo, i miei consulenti hanno preparato una relazione tecnica segnalando di aver effettuato il prelievo. Procederemo poi noi a fare l’esame dei campioni e li metteremo a disposizione della Procura, nel caso in cui intenda svolgere indagini autonome. Un modo di giocare a carte scoperte, nel segno della massima trasparenza anche da parte nostra».
Per l’avvocato Bertoli l’ora dell’omicidio non collima con quella dell’evasione. «Mi pare che la ricostruzione di Paglialonga sia molto più reale di quella della pubblica accusa, perché tutti i testimoni indicano orari diversi rispetto ai fatti così come contestati e quindi quello sono gli orari le sarà un elemento centrale della difesa».
 

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