Ucciso ambulante nigeriano a colpi di stampella

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La gente in strada non intervengono ma filmano tutto!

La vittima è un cittadino nigeriano che da dieci anni viveva nel nostro paese. Lascia una moglie e un bimbo di 8 anni. Arrestato un operaio, accusato di omicidio e rapina.

“Fermati, lo ammazzi così”, gridavano i passanti. Ma Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, 32 anni, non ha ascoltato e lo ha ucciso. Ha colpito con violenza l’ambulante con la sua stessa stampella, che lo aiutava a camminare dopo un incidente. Lo ha colpito più e più volte in tutto il corpo. E quando la vittima è caduta per le bastonate, gli è salito sopra, tenendogli la testa schiacciata per terra, apostrofandolo con: “Pezzo di m….!”.

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Alika Ogorchukwu, 39 anni, una moglie e un bimbo di 8, è morto così, tra gli sguardi immobili lungo corso Umberto I, la via dello shopping di Civitanova Marche. Mentre chiedeva con discrezione l’elemosina davanti ai negozi. Il suo aggressore è stato arrestato dalla polizia per omicidio volontario e rapina, perché dopo il pestaggio si è pure allontanato con il telefono della vittima.

Ferlazzo, operaio di origini campane che lavora a Civitanova Alta, con piccoli precedenti penali, è stato fermato dalla polizia poco più lontano, mentre si allontanava con la sua fidanzata. Dalle prime testimonianze pare sia emerso che l’uomo avrebbe reagito a delle avance fatte dall’ambulante nei confronti della donna. Questa ricostruzione non convince gli investigatori, che escludono approcci di questo genere da parte del cittadino nigeriano. Pensano più a una reazione per il comportamento insistente della vittima nel chiedere l’elemosina o nel vendere qualche piccolo oggetto, visto che Alika viveva offrendo fazzoletti e altri piccoli accessori davanti agli esercizi commerciali.

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