Quattro anni di carcere a un sottufficiale dei carabinieri

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Tre anni e mezzo per un maresciallo maggiore

Lucca, 23 novembre 2023 – Un sottufficiale dei carabinieri, Gennaro Arpaia, 56 anni, è stato condannato a quattro anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici dal tribunale di Lucca. L’uomo, che era comandante della stazione dei carabinieri di Camporgiano e del nucleo operativo della compagnia di Castelnuovo, è stato ritenuto colpevole di falso ideologico, truffa ai danni dello Stato, furto e concussione.
Insieme a lui a processo era finito un altro militare, Vittorio Damiani, 52 anni, quest’ultimo è accusato soltanto di peculato ed è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
In particolare, la procura contestava ad Arpaia alcuni accertamenti svolti nelle sue funzioni di pubblico ufficiale, tra il 16 agosto del 2018 e il 6 febbraio del 2019, che per gli inquirenti non sarebbero stati eseguiti dal militare pur avendole registrate nel brogliaccio giornaliero. In particolare, il sottufficiale è stato ritenuto colpevole di essersi introdotto in due circostanze, all’orario di chiusura, nel centro medico Ippocrate di Castelnuovo di Garfagnana, da cui, sempre per l’accusa, Arpaia avrebbe sottratto denaro. Per uno dei due episodi il maresciallo è stato assolto per non aver commesso il fatto, mentre i giudici lo hanno ritenuto responsabile di una intrusione nel centro medico avvenuta il 15 aprile del 2019. In quell’occasione, sempre stando alle contestazioni, Arpaia si sarebbe introdotto all’interno delcentro medico impossessandosi di una modestissima somma di danaro. Il tribunale ha disposto come pena accessoria un risarcimento di 10mila euro, oltre al pagamento delle spese legali.
L’accusa per il maresciallo maggiore Damiani, è stata quella di peculato. Secondo la procura, si sarebbe impossessato della somma di 3.500 euro, ottenuta in pagamento a seguito di una contravvenzione al codice della strada commessa da uno svizzero e non versata all’amministrazione del comando provinciale di Lucca.

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