Poliziotto ucciso a Napoli, dopo 38 anni ci sono due responsabili!

Tempo di lettura 3 minuti

Il sovrintendente principale della Polizia di Stato Domenico Attianese venne ucciso nel quartiere Pianura, durante una rapina in gioielleria, il 4 Dicembre del 1986. A distanza di 38 anni sono stati arrestati i due presunti assassini!

Ci sono oluti quasi 40 anni per avere una svolta nelle indagini sull’omicidio di Domenico Attianese, ucciso a 45 anni.

Pubblicità

Nella giornata odierna, lunedì 5 Febbraio 2024, infatti, la Polizia di Stato ha arrestato due persone, rispettivamente 60 e 59 anni, indagati per concorso in omicidio aggravato di Domenico Attianese. Per loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Le indagini che hanno portato ai due arresti si sono avvalse di nuovi accertamenti su prove e reperti raccolti subito dopo il delitto del poliziotto: nuove indagini che sono state condotte dal Servizio di Polizia Scientifica – Sezione identità giudiziaria.

Domenico Attianese (Scafati, 4 agosto 1941 – Napoli, 4 dicembre 1986) era un poliziotto alla Questura di Napoli, che fu insignito della Medaglia d’oro al valore civile per: “aver dato luminoso esempio di attaccamento al dovere spinto fino all’estremo sacrificio”.

All’età di 20 anni si era arruolato in Pubblica Sicurezza e dopo essere stato assegnato a varie sedi, tra le quali Vicenza, San Cataldo, Capodimonte, Palermo, riuscì a frequentare la scuola per sottufficiali di Nettuno. Qui divenne vice brigadiere e fu assegnato alla Questura di Napoli, commissariato di Vasto-Arenaccia. Dopo qualche anno fu trasferito al commissariato San Paolo, sua ultima assegnazione. Nel 1986, qualche mese prima della morte, era stato promosso al grado di sovrintendente principale.

Venne ucciso nel corso di una sparatoria con tre rapinatori a Napoli, nel quartiere di Pianura, il 4 Dicembre 1986. In quel momento, Attianese era a casa e fuori servizio; nonostante ciò, appena informato da passanti che in una gioielleria vicina era in corso una rapina, non esitò a intervenire. Intimò ai rapinatori di fermarsi mentre uscivano dal negozio, ma questi risposero aprendo il fuoco e colpendolo a morte prima che potesse reagire. Gli assassini fuggirono quindi a bordo di un ciclomotore.

I 3 malviventi armati si erano introdotti all’interno della Gioielleria Romanelli, nel quartiere Pianura, periferia occidentale di Napoli, allo scopo di rapinarli. Mentre la rapina era in corso, la figlia dei titolari della gioielleria si recò a casa del sovrintendente principale Attianese, che abitava a pochi passi dall’esercizio commerciale e che in quel momento non era in servizio, per chiedere aiuto. Il poliziotto intervenne subito.

Il sovrintendente principale della Polizia di Stato ingaggiò una violenta colluttazione con i malviventi, al termine della quale questi ultimi lo disarmarono e uno di loro lo ferì mortalmente con un colpo di pistola alla testa.

A lui fu intitolata la caserma dove attualmente sorge il commissariato San Paolo, a Fuorigrotta, l’ultimo in cui aveva prestato servizio Attianese. Inoltre, il Comune di Napoli gli ha dedicato il Parco Attianese, giardino pubblico proprio nel quartiere Pianura.

Adesso, la svolta, grazie soprattutto alle evoluzioni tecnologiche dell’applicativo “Apfis” (Automated Palmprint & Fingerprint Identification System) introdotto nel 1988, ma che oggi, grazie ai progressi digitali è in grado di trovare e rielaborare impronte una volta non valutsabili (nel caso specifico ne sarebbero emerse due) che hanno permesso al Tribunale di Napoli di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giovanni Rendina, 60 anni, e Salvatore Allard, 59 anni, per il reato di concorso in omicidio aggravato. I due presunti assassini erano già stati coinvolti in un procedimento penale davanti alla Corte di Assise di Napoli, terminato nel 1996, nel quale però, erano risultati estranei alla vicenda. Ma adesso, grazie a nuove analisi effettuate sulle prove scientifiche raccolte sul luogo del delitto, gli inquirenti hanno raccolto nuovi elementi a carico di Rendina e Allard, entrambi con precedenti per rapina, lesioni personali e porto e detenzione illegali di arma da fuoco, che sono stati così arrestati oggi con l’accusa di aver ucciso Attianese.

Daniele Vanni

CONDIVIDI
  • https://securestreams3.autopo.st:1369/stream
  • Radio Caffè Criminale ON AIR
  • on air