Rapine agli uffici postali di Roma, presa la “banda del buco” guidata da un 75enne:

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Sgominata la “Banda del buco”, che il buonumore romanesco ha subito ribattezzato la «banda dei nonni»! Un gruppo di sei criminali con curricula nella mala romana di tutto “rispetto”, autori di diverse rapine a mano armata negli uffici postali della Capitale, e finita agli arresti, di ieri mattina, su disposizione del gip Roberto Ranazzi, dopo l’operazione “Pascià”, della squadra Mobile e del Centro operativo sicurezza cibernetica del Lazio.

Tutti nomi illustri nel panorama criminale romano: a partire dal 70enne Italo De Witt, detto “il tedesco”, padre del narcotrafficante Claudio De Witt, e autore di colpi celebri, come la rapina da 210 milioni di lire all’agenzia del Credito Italiano di piazza di Spagna del 1995.

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A capo della banda, Raniero Pula, 75 anni, anche lui con un pedigree di tutto rispetto. E ancora, Sandro Baruzzo, 66 anni, Antonio Talinucci, 68 anni, Luciano di Luca, 53 anni, e Tonino Cornazzani, 50 anni. I primi tre si trovano ora in carcere, gli altri sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Ognuno con il suo ruolo preciso, organizzavano i colpi, armati, agli uffici postali nei minimi dettagli. Ma questo non ha evitato loro un’accusa per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine a mano armata.

A dare il via alle indagini, la rapina effettuata dalla banda lo scorso 3 Maggio all’ufficio postale di via Arrigo Davila. A compierla, portando via un bottino di 195 mila euro, Pula in qualità di palo e Baruzzo con De Witt come esecutori materiali, entrati nell’ufficio con una chiave falsa che apriva la porta di ingresso, i volti travisati da mascherine e cappelli e armati. Già dalle testimonianze dei presenti e dalla visione delle telecamere di videosorveglianza, i tre erano stati identificati. Ma era chiaro agli inquirenti che, data la maestria con cui il colpo era stato effettuato, non fossero i soli responsabili. Così è partita l’operazione “Pascià”, che prende il nome da un bar in viale Palmiro Togliatti in cui la banda si incontrava per pianificare i colpi e sfuggire così alle intercettazioni telefoniche, che pure sono state diverse.

La banda stava organizzando altri due colpi, ormai svaniti, all’ufficio postale di via Pascoli a Setteville Guidonia e in via Calpurnio Pisone, a Cinecittà. Così, dalle indagini sono emersi i nomi degli altri tre sodali: Talinucci, colui che si occupava della riproduzione di chiavi false; Di Luca e Cornazzani, i due muratori che creavano un varco nei muri dei locali a fianco agli uffici postali, per poi far entrare i rapinatori. Quindi Pula sceglieva gli obiettivi da colpire, studiava i movimenti dei portavalori, pianificava il colpo e dava istruzioni. De Witt era il suo secondo al comando con il ruolo di «coordinatore delle attività dei singoli soci», autore materiale delle rapine e reclutatore dei due muratori per creare i varchi di accesso agli uffici. Anche Baruzzo effettuava materialmente le rapine e si occupava inoltre di reperire e gestire i mezzi (rubati) per la fuga. Poi c’erano Talinucci, soprannominatao: “il chiavaro”, e “i due muratori”: Di Luca e Cornazzani.

(D:V:

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