Alta tensione in aula al termine della prima udienza a carico di Claudio Carlomagno per l’omicidio di Federica Torzullo. La Corte d’Assise respinge la richiesta della difesa sul costituzionalità del nuovo reato. Processo rinviato al 16 novembre.
ROMA – Momenti di fortissima tensione e commozione hanno segnato la conclusione della prima udienza del processo di primo grado, celebrato davanti alla prima Corte d’Assise della Capitale, per il femminicidio di Federica Torzullo. L’imputato, Claudio Carlomagno, è accusato dell’omicidio della moglie, avvenuto lo scorso 9 gennaio ad Anguillara Sabazia, alle porte di Roma.
A rompere il silenzio dell’aula, mentre l’uomo veniva scortato fuori, è stata la voce rotta dalle lacrime della madre della vittima, Roberta Virgulti, che si è rivolta direttamente all’ex genero gridandogli: «Guardami in faccia». Un appello rimasto inascoltato dall’imputato, che ha evitato lo sguardo dei familiari della donna.
«Non ha avuto neanche il coraggio di guardarmi in faccia, dopo il rapporto che aveva con me», ha dichiarato amareggiata la madre al termine dell’udienza. «Lui mi aveva chiesto, nonostante la separazione, se i nostri rapporti sarebbero rimasti gli stessi e io glielo avevo garantito. E oggi non è riuscito a guardarmi in faccia. Quello che ha fatto è qualcosa di atroce, ha fatto di tutto a mia figlia, è stato un massacro. Ha voluto cancellare tutti noi, non solo lei. Ha voluto cancellare tutto quello che eravamo, perché lui con noi non stava male, stava bene. Ha voluto cancellare perché non avrebbe fatto più parte come prima di questa realtà, quindi lui ha voluto disintegrare tutti noi».
La decisione dei giudici sulle questioni legali
Dal punto di vista processuale, la giornata si è aperta con lo scontro sulle eccezioni sollevate dal legali dell’imputato. Il difensore di Carlomagno aveva infatti richiesto di sospendere il giudizio e di sollevare una questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Consulta in merito al nuovo reato di femminicidio, introdotto nel 2025 e contestato all’uomo unitamente alle aggravanti della premeditazione e del rapporto coniugale.
I giudici della prima Corte d’Assise hanno tuttavia rigettato integralmente la richiesta della difesa, ritenendo il quadro normativo e le contestazioni pienamente legittimi, confermando così l’impianto accusatorio.
La vicenda e le parti civili
La tragedia risale all’inizio dell’anno: il corpo senza vita di Federica Torzullo fu ritrovato il 18 gennaio, a nove giorni dal delitto, abbandonato in un terreno situato nei pressi dell’azienda gestita da Carlomagno.
Nel corso della seduta odierna, la Corte ha formalizzato l’ammissione delle parti civili. Oltre ai genitori di Federica e alla sorella Stefania, sono state ammesse al processo numerose associazioni attive nella tutela delle donne e delle vittime di violenza: Differenza Donna, Insieme a Marianna, Giardino Segreto, Vittime Vulnerabili di reato, Per Marta e per tutte e Scuola di Atene.
Il procedimento è stato aggiornato al prossimo 16 novembre, data in cui si entrerà nel vivo del dibattimento.




