“Avevo bevuto molto e assunto cocaina: scusate!”

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di Daniele Vanni

È la “difesa” di un accusato di omicidio in un tentativo di rapina
«Quella sera avevo bevuto molto e assunto cocaina. Non ero in me. Involontariamente ho premuto il grilletto senza essere cosciente». Sembra un passaggio della compianta Monica Vitti ne: “I crauti” di Bruno Lauzi, invece è un passaggio di una lettera consegnata ai giudici della Corte d’assise di Lecce, da Mecaj Paulin, l’albanese di 31 anni a giudizio assieme ad Andrea Capone, di 28, per l’omicidio di Giovanni Caramuscio, l’ex direttore di banca di Monteroni, assassinato durante un tentativo di rapina la sera dello scorso 16 luglio a Lequile, in provincia di Lecce, davanti allo sportello bancomat del banco di Napoli, dove l’uomo si era fermato a prelevare danaro insieme alla moglie.
I due imputati hanno già ammesso le proprie responsabilità e si sono detti pentiti. Il primo a farlo è stato Capone, seguito oggi in aula dalla confessione scritta del 31enne albanese. Nella lettera l’imputato chiede perdono ai familiari della vittima e racconta di aver «commesso un atto orribile» e per questo chiede «scusa dal profondo del cuore a tutta la famiglia” con l’auspicio, un giorno, di poter essere perdonato.
Nel corso dell’udienza sono state diffuse le foto estrapolate dai filmati delle telecamere di sorveglianza dell’istituto di credito che hanno immortalato la sequenza del delitto. I giudici, presidente Pietro Baffa, hanno respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata dalle difese perchè il reato contestato è punibile con l’ergastolo. Si ritornerà in aula il prossimo 3 maggio.

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