Uccisa con 15 coltellate, confessa l’ex fidanzato convivente

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di Daniele Vanni

È stato arrestato ed accusato della morte dell’ex, uccisa con oltre 15 coltellate, l’uomo che vagava seminudo ed in stato di trance confusionale, sul bagnasciuga di Sabaudia. È Pietro Longo, 38 anni, perito, ex fidanzato di Romina De Cesare con la quale, inspiegabilmente, continuava a convivere, nonostante lei avesse una relazione fissa con un altro uomo, nello stesso appartamento in Via Plebiscito, a Frosinone. Dove è stato trovato il cadavere.

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Entrambe originari dello stesso paese Cerro al Volturno, in provincia di Isernia, si conoscevano dall’infanzia. La loro relazione era però terminata da tempo ed ora il perito, fisicamente avendo dimore nello stesso appartamento e, soprattutto, nella sua testa, viveva una situazione insostenibile.

Ne è scaturita una lite, forse non certo la prima, finita con 15 coltellate che hanno annientato la vita della 36enne. Pietro Longo, dopo qualche ora in pronto soccorso, ha confessato ricostruendo la dinamica dei fatti.

Romina De Cesare, giovane donna molisana, di 36 anni, originaria di Cerro al Volturno ma residente a Frosinone per motivi di lavoro, è stata uccisa con numerose coltellate all’addome nel centro storico del centro ciociaro.

A chiedere l’aiuto del 113 era stato l’attuale fidanzato della donna (una guardia giurata di Alatri) insospettito dal fatto che da diverse ore non riuscisse più a rintracciare la giovane. Quando le Volanti della Questura hanno sfondato la porta dell’appartamento con l’ausilio dei Vigili del Fuoco hanno trovato la giovane senza vita ed in un’enorme pozza di sangue.

Le indagini sono state indirizzate subito sul delitto “passionale” a fronte anche delle diverse coltellate sul corpo della giovane: una ventina. Indiscrezioni raccontano di una vecchia relazione tra la donna e il 38enne che era finita male a causa della gelosia morbosa di lui e quindi la scelta di Romina di lasciarlo e rifarsi una vita.

Sulla bacheca Facebook di Romina era lei stessa che confidava ai social i suoi timori rispetto alla violenza e ai rapporti morbosi. Anche il 25 novembre scorso, Giornata Mondiale Contro la Violenza delle donne, aveva postato un’immagine-simbolo per ribellarsi ai soprusi da parte dell’uomo.

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