Delitto Psichiatra Capovani

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Seung non si presenta, chiesta una nuova perizia

Si è aperto ieri il processo per il delitto della Psichiatra Barbara Capovani, trucidata all’uscita dal lavoro, nella Clinica Psichiatra di Pisa dove, secondo l’accusa, Gianluca Seung, già in cura presso questo centro, padre cinese e madre napoletana, l’aveva attesa e massacrata con un corpo contundente, forse una mazza, forse un martello, mai ritrovati.

Seul non è stato in aula, ma è la difesa che ha smosso le acque.

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La partita si era giocata spesso sull’atteggiato del Seung nelle perizie psichiatriche. E da difesa, già nelle scorse settimane, aveva avanzato la richiesta di integrare la perizia psichiatrica per Gianluca Paul Seung, il 35enne residente a Torre del Lago, in carcere con l’accusa di omicidio volontario con premeditazione della dottoressa Barbara Capovani. È stata così nominata la Psichiatra Neri di Firenze che è già stata autorizzata a fare visita all’uomo imputato nel processo aperto ieri in Tribunale a Pisa davanti alla Corte d’Assise (presidente Giovanni Zucconi).

Ma Seung, “lo sciamano”, come si definiva sui social il giovane di Torre del Lago, unico accusato del terribile omicidio, continuando il nel suo profilo, si è fatto notare per la sua assenza e fino a ora non ha mai assistito ai vari passaggi che ci sono stati, rifiutando anche gli approfondimenti dei consulenti proposti dalla sua stessa difesa. “Oggi lo vedrò di nuovo in carcere e cercherò di capire le sue intenzioni”, spiega il suo avvocato Gabriele Parrini che lo difende insieme alla collega Alessia Ratti.

Nella prima udienza, oltre a parlare dell’integrazione della perizia, è stata decisa la calendarizzazione del procedimento e si sono costituite le parti civili, come quella già annunciata dell’Asl Nord Ovest, per la quale la professionista uccisa lavorava dirigendo la Psichiatria territoriale, e dell’ordine dei medici di Pisa. Costituitisi, come già annunciato, anche L’Ordine dei medici (il presidente Giuseppe Figlini) con gli avvocati Milvia Pasquinelli e Alessandro Niccoli, L’Asl Nord Ovest (dottoressa Casani) con Maria Fernanda Ventura e la Regione (Eugenio Giani) e l’avvocato Nicola Gentini. La famiglia della dottoressa è tutelata dall’avvocato Stefano Del Corso. Le parti hanno poi composto la lista testi. Per ricostruire anche i movimenti dell’uomo, in quel 21 Aprile, quando, secondo la Procura (ha seguito il caso Lydia Pagnini), con il treno raggiunse l’ospedale Santa Chiara, aggredì Capovani con un’arma mai ritrovata, per poi tornare a casa, non prima di disfarsi delle scarpe rosse che lui avrebbe indossato proprio durante l’omicidio. Sarebbero quelle sequestrate dalla squadra mobile, qualche giorno dopo il delitto, in un container diretto in Africa. Riprese – secondo la ricostruzione della pubblica accusa – anche dalle telecamere. E quindi tra le prove acquisite.

Il delitto della psichiatra Barbara Capovani si consumò lo scorso 21 Aprile quando, secondo la ricostruzione degli inquirenti Seung si era appostato nelle vicinanze della clinica psichiatrica del Santa Chiara in attesa che la psichiatra uscisse dalla struttura. Una volta arrivata alla propria bicicletta, l’omicida la assalì alle spalle brandendo una mazza, colpendola più volte fino a ucciderla.

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Seung però pare avere un atteggiamento quasi altezzoso, come, se fosse possibile, rifiutare il processo. Infatti non si presenta in aula. Ma lascia le sue memorie, con 18 pagine scritte a mano alla Corte d’Assise. Ma adesso quella che sembra una svolta. Con l’accettazione di una nuova perizia e il suo avvocato difensore Andrea Parrini che lo difende con la collega Alessia Ratti, che afferma: “Oggi sua presenza non necessaria, più avanti parlerà”.

Nella lunga memoria il 35enne, accusato di aver aggredito fuori dall’Spdc del Santa Chiara, il reparto che la professionista dirigeva, la psichiatra uccidendola con una sorta di bastone mai ritrovato, rifiuta sostanzialmente il processo “chiedendo di rinviarlo”. Nella lunga missiva ci sono poi altre considerazioni legate al procedimento.

In aula, ad assistere, la famiglia della dottoressa, tutelata dall’avvocato Stefano Del Corso, la madre e i due figli, Alice e Piergiorgio Nappini. Hanno ascoltano in silenzio per tutto il tempo, con dolore e sempre un grande rispetto di tutte le componenti. Rappresentati anche il compagno Michele Bellandi e l’altra figlia minore.

La difesa parla della richiesta di integrazione della perizia psichiatrica. “E’ monca quella effettuata in sede di incidente probatorio”, aggiunge Parrini. “Manca il nesso tra le patologie riscontrate e il reato contestato”. “Non è monca, l’imputato si è rifiutato di sottoporsi alle visite”, ribatte la parte civile. “Valuteremo nel corso del procedimento”, la risposta dei giudici (presidente Zucconi, a latere Vatrano).

È stata poi avanzata la richiesta da parte di media locali e nazionali di poter riprendere le varie tappe di questo processo. Una modalità accolta dalla famiglia. Contraria la difesa “per evitare l’eccessiva spettacolarizzazione di questo processo”. Su questo la Corte si è riservata.

Altro aspetto importante, la lista testi sulla quale si sono scontrate le parti. La difesa ha chiesto di poter ascoltare 22 persone per capire le “abitudini di vita e lo stato di salute mentale di Seung”. Motivazioni troppo generiche secondo le parti civili che contestano anche l’audizione di 13 detenuti: “La lista testimoniale deve essere legata a circostanze specifiche”. “Sono testimoni sulla sua frequentazione della città di Pisa e medici indicati dallo stesso Seung, tra cui i dottori Fiorino e Pietrini”, afferma Parrini. Sono stati ammessi i medici, due detenuti e un dipendente di una ditta. Prossima udienza a gennaio, il 17 con la convocazione del perito che dovrà trascrivere le intercettazioni: poi si terranno ogni terzo mercoledì del mese.

Daniele Vanni

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