Safilo interrompe la collaborazione con Chiara Ferragni

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La multinazionale degli occhiali Safilo interrompe la collaborazione con Chiara Ferragni: “Violati impegni contrattuali”

La multinazionale italiana degli occhiali Safilo, azienda italiana attiva nel campo della produzione e distribuzione di occhiali da vista, da sole e sportivi, maschere da sci e caschi da sci e bici, con sede a Padova e fatturato da quasi un miliardo e 100 milioni, ha annunciato di aver interrotto la propria collaborazione con l’influencer Chiara Ferragni.

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Dall’inizio del 2022 l’azienda nata in Veneto nel 1934, aveva un accordo per disegnare, produrre e distribuire una linea di occhiali a marchio “Chiara Ferragni”. Secondo quanto comunicato da una nota ufficiale dell’azienda, l’interruzione arriverebbe: «a seguito di violazione di impegni contrattuali assunti» da Chiara Ferragni. La notizia arriva pochi giorni dopo che Venerdì due società di Ferragni erano state multate insieme a Balocco per 1,4 milioni di euro dall’Antitrust, cioè l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, perché una campagna promozionale di una linea di pandori era stata presentata in modo ingannevole.

Secondo l’Antitrust nella campagna veniva fatto credere che ciascun pandoro acquistato contribuisse a una donazione benefica per l’ospedale Regina Margherita di Torino, ma in realtà l’ammontare della donazione era già stato deciso a prescindere dalle vendite. La vicenda ha avuto grandissima risonanza e Domenica era stata richiamata anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In seguito l’influencer aveva pubblicato su Instagram un video in cui si scusava per: «aver commesso un errore di comunicazione» e annunciava di voler devolvere un milione di euro in beneficenza all’ospedale. Che ai più aveva richiamato il proverbio di quelle volta in cui fu peggiore il rimedio che il male.

Anche perché subito dopo, era scoppiato un secondo scandalo: quello dell’uova di Pasqua collegate alla Ferragni. Si tratta di due campagne 2021 e 2022 per le quali la Ferragni avrebbe preso 500.000 e 700.000 per reclamizzare le uova di Pasqua di Dolci Preziosi rivestite del rosa e dei simboli dell’imprenditrice. Lei stessa, lo scorso anno, scriveva sulla pagina del suo sito Blonde Salad: «Le uova di Pasqua Chiara Ferragni x Dolci Preziosi sosterranno il progetto benefico “I Bambini delle Fate”». Questa associazione segue progetti di inclusione sociale per bambini e ragazzi con autismo.

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Come per Balocco, però, era stata solo la Dolci Preziosi a fare la donazione all’associazione, questa volta per un totale di 36mila euro in due anni. Nulla sarebbe arrivato da Chiara Ferragni e dai proventi delle vendite delle uova. Per l’influencer un compenso di circa 1,2 milioni di euro sempre in due anni. Uno sproposito rispetto a quanto andato ai bambini con autismo!

Il proprietario di Dolci Preziosi, Franco Cannillo, aveva precisato che: «non c’è stata correlazione tra le vendite delle uova e la donazione a “I Bambini delle Fate”». E che: «Ferragni è stata pagata per aver ceduto la sua immagine. Noi abbiamo fatto una donazione, per lei non era da contratto».

Franco Antonello, fondatore dell’associazione, ha spiegato: «Noi abbiamo stretto un accordo con Dolci Preziosi, loro volevano scrivere che la donazione era legata alle vendite, noi ci siamo rifiutati e abbiamo permesso di usare l’espressione “Sosteniamo i Bambini delle fate”. Per l’operazione uova non abbiamo mai avuto contatti con Ferragni, ho provato a contattarla e parlarle, ma non è stato possibile. Ci sono stati donati da Dolci Preziosi un anno 12 mila euro e l’altro 24 mila euro».

Insomma, tutti questi “casi” stanno smuovendo le acque e ci fanno comprendere anche il valore degli influenzer, persone che non conosciamo ma che, come una volta i personaggi televisivi, sembrano far parte delle nostre vite e così ci dividiamo fra colpevolisti e innocentisti, senza andare al nocciolo della questione.

Ma la pubblicità e le aziende vedono, al tempo stesso, molto più lontano e molto più vicino e decidono in fretta.

L’accordo fra Safilo e Ferragni era stato annunciato nel settembre del 2021 ed era stato definito “pluriennale” e pare avesse, inizialmente, avuto effetti positivi. L’Azienda quotata in Borsa nel 2022 ha superato, come detto, oltre un miliardo di euro di fatturato. Safilo controlla vari marchi, fra cui Carrera, Boss, Etro e Fossil, ma non ha al momento confermato che la decisione sia legata al “caso Balocco” o alle “Uova-Ferragni”.

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