Disposta la riesumazione della salma di Liliana Resinovich

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Lo ha stabilito la Procura di Trieste

Il sostituto procuratore Maddalena Chergia, titolare del procedimento, “ha disposto con la procedura dell’accertamento tecnico non ripetibile il conferimento, a un collegio di consulenti, dell’incarico di riesumazione della salma di Liliana Resinovich”.

La riesumazione è stata segnalata come “opportuna” dall’antropologa forense Cristina Cattaneo, alla quale la Procura aveva dato l’incarico di redigere una perizia medico-legale per fare chiarezza sulla morte di Resinovich, la 63enne scomparsa da casa il 14 Dicembre 2021 e trovata morta il 5 Gennaio 2022.

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Il pm, riporta la nota del procuratore capo, ha stabilito “per una data che si colloca verso la fine del presente mese, la convocazione innanzi a sé degli esperti chiamati a svolgere tali delicate operazioni, dandone debito avviso ai prossimi congiunti della deceduta e ai rispettivi difensori. Prevedibilmente al formale affidamento dell’incarico farà sollecito seguito l’attività consulenziale prevista”.

Il cadavere di Liliana Resinovich, che aveva lavorato come dipendente della Regione Friuli Venezia Giulia, presso la Direzione centrale delle Attività Produttive di via Trento, fu ritrovato ormai due anni fa nel boschetto del parco del celebre ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, dove nacque la fama di Basaglia e la chiusura senza preparare altre strutture dei manicomi.

Liliana come ripetuto in cento trasmissioni televisive che si sono occupate del caso, con la presenza quasi sempre del marito Sebastiano Visentin messo in contraddittorio, spesso feroce con Claudio Sterpin, il focoso ex maratoneta di 83 anni, che a suo dire stava per fuggire in Sud America per rifarsi una vita con Liliana, fu trovata cadavere dopo 20 giorni dalla scomparsa, con la testa avvolta in due sacchetti di plastica e il corpo chiuso in due sacchi, infilati uno dall’alto e l’altro basso. Senza sapere dove avesse trascorso tutto quel tempo dalla sua presunta fuga, dato che l’autopsia stabilì che la morte risaliva al massimo ad un paio di giorni dal ritrovamento.

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Lo scorso giugno il Gip del Tribunale di Trieste aveva disposto nuove indagini sulla morte della donna, dopo che la Procura ne aveva chiesto l’archiviazione.

E come spesso capita nei casi criminali di cui tanto si parla in Italia, spuntano sempre sensitivi o visioni.

Questa volta, un ex atleta triestino Fulvio Covalero, molto amico di Liliana Resinovich, con cui prendeva il caffé insieme, fuori del bar perché lui non aveva il greenpass. Morta Lilly, lui ne aveva visto profeticamente il cadavere nel boschetto dell’ex psichiatrico avvolto nei sacchi neri. E, neanche a dirlo, Fulvio è stato ospite fisso di “Quarto Grado. Dove ha contestato che Claudio Sterpin fosse l'”amico speciale” di Lilly.

“Per me è importante che il corpo di Liliana possa dare delle risposte, perciò non mi oppongo” alla riesumazione. “Spero che la dottoressa Cattaneo”, consulente della Procura di Trieste, “possa avere delle risposte. Dopodiché io aspetto il nulla osta per cremare Liliana, questo è quello che interessa di più a me”. Lo ha affermato il marito di Liliana Resinovich, Sebastiano Visintin, dopo che la Procura di Trieste ha disposto la riesumazione della salma della donna. “E’ un momento doloroso, ma siccome è da mesi che ne parliamo, sono preparato – ha aggiunto Visintin – e poi il 5 Gennaio saranno due anni dal ritrovamento di Liliana, che comunque è un dolore immenso”.

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