Accoltellato alla gola e addome. Gli i coinquilini: “Si è ucciso da solo”

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Sarà l’autopsia a fare luce sulla morte di Ruslan Donca, l’operaio moldavo che abitava con alcuni connazionali e con i quali aveva litigato pesantemente il giorno stesso dell’accoltellamento. Tanto, che era dovuta intervenire la polizia. La procura di Viterbo diretta ha aperto un fascicolo, intestato per omicidio volontario. Un atto dovuto, allo stato delle cose, per poter disporre l’esame post mortem in programma per oggi. Ma anche per certe discordanze nelle testimonianze dei coinquilini.

I tre coinquilini di Donca, presenti in casa al momento dei fatti e per questo finiti sotto la lente degli investigatori, sono stati infatti ascoltati per ore dai poliziotti della questura, a caccia di eventuali discordanze nei loro racconti e nelle loro ricostruzioni. Sono tutti operai moldavi sulla quarantina. Come la vittima, di 44 anni, Ruslan Donca che è stato trovato nel suo appartamento con delle ferite da taglio alla gola e all’addome e morto all’ospedale Belcolle di Viterbo dopo essere stato accoltellato alla gola e all’addome. Ciò che è successo, infatti, non è ancora del tutto chiaro: gli investigatori devono stabilire se il 44enne sia stato ucciso da qualcuno o se, come sostengono i suoi coinquilini, si sia inferto quei colpi da solo, suicidandosi.

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Martedì 2 Gennaio, gli agenti della Polizia di Stato sono dovuti intervenuti in un appartamento nel centro storico di Viterbo, chiamati da uno dei coinquilini di Ruslan. “Si è chiuso in bagno e si è accoltellato”, la versione fornita ai soccorritori, che hanno trovato davanti a sé una scena terrificante. Il 44enne aveva ferite di coltello alla gola e all’addome: trasportato immediatamente all’ospedale Belcolle di Viterbo, è morto un paio d’ore il ricovero a causa della gravità delle ferite riportate.

Ma Ruslan Donca aveva già incontrato la polizia quel pomeriggio. Era stata chiamata da alcuni passanti, che lo avevano visto litigare furiosamente in strada con un altro uomo, presumibilmente il fratello. Gli agenti sono intervenuti, gli animi si sono riappacificati, e i due fratelli sono tornati verso casa di Ruslan. Nell’appartamento però, sarebbe entrato solo il 44enne, senza il fratello. Ed è qui che ciò che è avvenuto è ancora tutto da chiarire.

Secondo il racconto dei connazionali, Ruslan Donca si sarebbe chiuso in bagno, accoltellandosi da solo. I tre uomini sono stati portati in commissariato e ascoltati: secondo quanto riportato da “Il Messaggero”, le loro versioni sarebbero state trovate discordanti dagli investigatori. L’abitazione di via Bussi dove l’uomo è morto è stata sequestrata in attesa di nuovi accertamenti. Oggi, con l’autopsia sul corpo del 44enne, potrà forse dire se quelle ferite sono compatibili con colpi autoinferti, e se un uomo che ha deciso di suicidarsi può procurarseli in sequenza, o meno.

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