Marte: La NASA scopre “Possibili tracce di vita”

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Il rover Perseverance, avrebbe raccolto dalle rocce molecole riconducibili “a una sostanza o a una struttura che potrebbe costituire la prova dell’esistenza di una vita passata”. Sarebbero i mattoni di: “una possibile forma della vita”.

Il rover Perseverance, ha raccolto nel pianeta rosso dei campioni di rocce in un’area ritenuta particolarmente importante dagli scienziati americani. Nelle rocce, secondo la Nasa, sarebbero presenti alcune molecole organiche potenzialmente riconducibili “a una sostanza o a una struttura che potrebbe costituire la prova dell’esistenza di una vita passata su Marte “.

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Il rover ha raccolto ben 4 campioni dall’area corrispondente ad un antico di un fiume, esattamente nel cratere Jezero.

“Abbiamo scelto di inviare Perseverance ad esplorare il cratere Jezero perché pensavamo che avesse le migliori possibilità di fornire campioni scientificamente eccellenti. Adesso sappiamo di aver inviato il rover nella posizione giusta”. Questo ha affermato Thomas Zurbuchen, responsabile scientifico della Nasa.

Il cratere Jezero, largo circa 45 km, in passato ha ospitato un delta – che si ritiene possa essere stato prodotto da un fiume e di un lago circa 3m5 miliardi di anno fa – e attualmente raccoglie rocce sedimentarie.

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Le molecole organiche possono contenere una varietà di composti formati principalmente da carbonio. Composti che solitamente includono atomi di idrogeno e ossigeno ma possono inglobare anche altri elementi come azoto, fosforo e zolfo. La formazione di tali molecole è legata a processi chimici che “non richiedono vita”. “alcuni di questi composti sono – come sottolinea la NASA – “i mattoni chimici della vita stesa”.

Marte possedeva fiumi e laghi salati, evaporati miliardi di anni fa. Le loro sabbie potrebbero rivelarci ancora molto. Il 20 luglio, il rover ha raccolto materiale dalla superficie di Wildcat Ridge, come è stata battezzata una roccia larga un metro, per condurre analisi con lo strumento chiamato Scanning Habitable Environments with Raman & Luminescence for Organics & Chemicals (SHERLOC).

Le analisi avrebbero evidenziato che nei campioni raccolti sarebbero presenti molecole organiche correlate con quelle dei solfati. i minerali trovati negli strati di roccia sedimentaria possono fornire agli scienziati informazioni importanti sugli ambienti acquosi in cui essi si sono formati.

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