Omicidi Sarzana, Una testimonianza ed una telecamera inchiodano Bedini

Tempo di lettura 2 minuti

Oltre la denuncia del furto da parte del padre del Bedini dell’arma con cui, presumibilmente, sono stati compiuti tutti e due gli omicidi

Tra gli indizi e prove a carico di Bedini: le immagini di una telecamera che ritraggono il furgono usato dal Bedini ed ora la testimonianza di un suo amico riportata negli atti del giudice. Senza contare la denuncia del furto della pistola del padre, presa da una cassaforte, dove sono state ignorate altre armi di valore. Come avevamo scritto già giorni fa, il cerchio si è stretto attorno a Daniele Bedini che forse nei prossimi giorni potrebbe anche confessare.

“Daniele Bedini è soggetto che disprezza la vita altrui e la può togliere per futili motivi, contro di lui c’è un quadro indiziario granitico, in cui gli indizi non possono essere solo sfortunate coincidenze”, scrive il Gip Fabrizio Garofalo nell’ordinanza con cui, comunque, non ha confermato l’arresto del falegname 32enne di Carrara, indagato per gli omicidi di Nevila Pjetri e della trans Carlo Bertolotti, alias Camilla avvenuti a Marinella di Sarzana, per un vizio procedurale, ma ha disposto che resti in carcere” perché può fuggire e per i suoi precedenti per rapina e droga”.

Pubblicità

Tra gli indizi a carico di Bedini anche la testimonianza di un suo amico riportata negli atti del giudice: “È arrivato da me in piena notte, aveva la camicia sporca di sangue, piangeva e aveva i documenti di una donna”.  Secondo le ricostruzioni: “Bedini fa capire all’amico di aver fatto qualcosa di grave. E quando l’amico gli chiede perché il cassone del suo pick up perdesse acqua l’artigiano risponde che ha dovuto lavarlo”.

Leggi anche  Sarzana, È caccia ad un’auto bianca per l’uccisione della prostituta

“Si tratta di indizi, sottolinea il Gip, che non possono essere solo coincidenze: il sangue sui vestiti, le telecamere che riprendono un pick up bianco con uno stop rotto, proprio come il suo, nel luogo dell’omicidio di Nevila jietri, la prostituta albanese di 35 anni che viveva a Massa (Massa Carrara), le immagini delle telecamere dell’ abitazione di Bedini che lo riprendono mentre alle 6 del mattino si spoglia in auto e rientra in casa dal balcone, lo fa – scrive il giudice – perché ha molto da nascondere. Poi c’è il secondo delitto, quello di Camilla la transessuale Carlo Bortolotti, 43 anni, parrucchiera di Albiano Magra (Massa Carrara). Sulla sua auto, una Ford Fiesta, è stata ritrovata una impronta numero 43 di una scarpa dello stesso modello che ha Bedini”.

Nel frattempo sul caso del mancato arresto di Daniele Bedini, dopo che era diventata definitiva la sua condanna a tre anni di reclusione per rapina aggravata, la ministra della Giustizia Marta Cartabia ha chiesto ai suoi ispettori di avviare approfondimenti a fronte delle notizie di stampa. In attesa degli esiti di questa attività, anche il Pg della Cassazione Giovanni Salvi, che condivide con la ministra la titolarità dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati, ha iscritto un procedimento conoscitivo. 

CONDIVIDI

Scopri di più su podcast Art & Crimes

 

  • https://securestreams3.autopo.st:1369/stream
  • Radio Caffè Criminale ON AIR
  • on air