«Ci siamo divertiti così»: confessano i due minorenni della banda della minicar
I due giovanissimi, un 16enne e un 17enne, accusati di tentato omicidio per le aggressioni a Roma. Tra le vittime l’attore Davide Iacopini, ancora in prognosi riservata. Sequestrata la microcar nera: uno dei ragazzi è figlio di un carabiniere.
ROMA – «Ci siamo divertiti così». Sarebbe questa la raggelante giustificazione fornita agli inquirenti da due minorenni, di 16 e 17 anni, al termine di un lungo interrogatorio svolto nella notte tra il 13 e il 14 ottobre. I due giovanissimi hanno confessato di far parte della “banda della minicar”, ritenuta responsabile di una scia di violenze che nei primi giorni del mese ha seminato il panico nelle strade della Capitale.
L’episodio più grave resta quello avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 ottobre, quando a farne le spese è stato l’attore Davide Iacopini, travolto e aggredito mentre si trovava a bordo di un monopattino. Iacopini versa tuttora in prognosi riservata all’ospedale. Ma la brutale scorribanda non si è fermata lì: secondo le ricostruzioni degli investigatori, il gruppo avrebbe messo a segno almeno altre cinque aggressioni ai danni di passanti incolpevoli.
La svolta nelle indagini e il ruolo del meccanico
A dare un’accelerazione decisiva alle indagini, condotte in sinergia dai Carabinieri e dalla Polizia Locale di Roma Capitale, è stata la testimonianza chiave di un meccanico. L’uomo ha fornito dettagli fondamentali per identificare il veicolo, descrivendo modifiche estetiche molto particolari: dei LED rossi montati vicino alla targa ed evidenti adesivi sulla carrozzeria.
Grazie a questi elementi indiziari, le forze dell’ordine sono riuscite a rintracciare e porre sotto sequestro nella notte la minicar nera utilizzata per il raid punitivo. Il mezzo è risultato di proprietà di uno dei due ragazzi, figlio di un carabiniere.
Le accuse e i profili dei giovani
I due reo confessi – il ragazzo alla guida residente nel quartiere Monteverde e l’amico abitante a Testaccio – sono stati denunciati a piede libero con la pesante accusa di tentato omicidio.
La posizione dei due minori è ora al vaglio della Procura per i Minorenni di Roma, che dovrà valutare la tenuta dell’impianto accusatorio e decidere sulle eventuali misure cautelari da applicare. Rimane lo sconcerto per la sconcertante leggerezza con cui i due giovani avrebbero motivato una violenza cieca e gratuita che ha rischiato di spezzare una vita.
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