Cold case di Rosolina: dopo 27 anni processo per il duplice omicidio

Le due vittime
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ROVIGO – Dopo ventisette anni di silenzio, il caso del duplice omicidio di Elisea Marcon e di sua figlia Cristina De Carli torna nelle aule di giustizia. Il cittadino ceco Miroslav Dusek, accusato di aver massacrato le due donne nel loro bar di Rosolina nel 1998, è stato rinviato a giudizio, ma risulta irreperibile dal 12 ottobre scorso.
L’udienza preliminare si è svolta oggi davanti al giudice per l’udienza preliminare (gup) di Rovigo, in contumacia dell’imputato, che si trova a piede libero nella Repubblica Ceca, dove era stato scarcerato di recente per un altro reato.
Le vittime, Elisea Marcon, originaria di Paese (Treviso), e la figlia Cristina De Carli, gestivano il bar “Ai Casoni” di Rosolina. La sera del delitto, le due donne furono aggredite e colpite ripetutamente al capo con un oggetto contundente da Dusek e da un complice mai identificato.
Dopo averle lasciate a terra agonizzanti, i due si impossessarono dell’incasso della giornata — circa 310 euro — e fuggirono a bordo della Fiat Argenta di proprietà di Cristina. Marcon morì sul colpo, mentre la figlia si spense alcuni giorni dopo all’ospedale di Padova a causa delle gravi ferite riportate.
Per anni, il caso rimase senza colpevoli. Gli investigatori concentrarono i sospetti nell’ambiente frequentato dalle due donne, in particolare su un giovane straniero che aveva avuto una relazione con Cristina e che era solito frequentare il locale.
La svolta è arrivata grazie ai Carabinieri del Ris di Parma, che hanno riesaminato i reperti biologici raccolti sul luogo del delitto: il DNA estratto ha fornito una corrispondenza genetica positiva con Dusek, identificato come l’autore materiale dell’omicidio insieme a un complice ancora ignoto.
Nonostante la gravità delle accuse, Dusek è introvabile. Scarcerato lo scorso 12 ottobre in Repubblica Ceca, ha fatto perdere le proprie tracce e al momento non è stato emesso un mandato di cattura internazionale.
La Procura di Rovigo punta ora a ottenere la condanna in contumacia, mentre proseguono gli accertamenti per individuare il secondo uomo coinvolto nel brutale omicidio che, dopo quasi tre decenni, continua a segnare la memoria della comunità di Rosolina.

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