Madre e Figlia Uccise con la Ricina
Antonella Di Jelsi e sua figlia Sara Di Vita
Giallo di Natale a Campobasso: Madre e Figlia Uccise con la Ricina
CAMPOBASSO – Quella che per settimane è stata archiviata come una tragica fatalità legata ai banchetti natalizi si è rivelata, nelle ultime ore, un agghiacciante caso di duplice omicidio. La svolta nelle indagini sulla morte di Antonella Di Jelsi, 50 anni, e di sua figlia Sara Di Vita, appena 15enne, ha scosso l’intera comunità molisana: non fu un’intossicazione alimentare, ma un avvelenamento deliberato.
La Procura ha ufficialmente aperto un nuovo fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato più grave: duplice omicidio premeditato. Sebbene al momento l’inchiesta proceda contro ignoti, lo scenario investigativo è radicalmente mutato grazie ai risultati dei test tossicologici.
I campioni di sangue, analizzati meticolosamente in laboratori d’eccellenza sia in Italia che all’estero, hanno isolato tracce inequivocabili di ricina. Si tratta di una sostanza estremamente letale estratta dai semi di ricino per la quale, ad oggi, non esiste un antidoto specifico.
La tragedia ha avuto inizio nella casa di famiglia a Pietracatella. Dopo i pranzi delle festività, madre e figlia avevano iniziato a manifestare malesseri severi.
I primi sintomi: Un peggioramento rapido, inizialmente scambiato per una violenta forma di gastroenterite o una sospetta contaminazione da botulino.
Nonostante il ricovero d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Campobasso, le condizioni delle due donne sono precipitate in poche ore. Madre e figlia sono spirate a breve distanza l’una dall’altra, lasciando i medici impotenti di fronte a un quadro clinico inspiegabile.
L’utilizzo della ricina sposta l’attenzione su un profilo criminale freddo e calcolatore. Chi ha agito sapeva come reperire il veleno e, soprattutto, come somministrarlo per farlo passare per un comune malessere stagionale, sfruttando la confusione dei banchetti festivi.
“Non è stata una fatalità, ma un atto deliberato,” trapela con forza dagli ambienti investigativi.
Gli inquirenti stanno ora passando al setaccio la vita privata delle vittime, analizzando tabulati telefonici, frequentazioni recenti e spostamenti nei giorni precedenti al decesso. L’obiettivo è individuare chi potesse avere un movente così atroce da pianificare l’eliminazione di un’intera famiglia.
Che cos’è la Ricina?
La ricina non è un comune veleno, ma una sostanza con una lunga e inquietante storia come agente di guerra biologica:
Origini belliche: Studiata dagli Stati Uniti già nel 1918 e testata come polvere inalabile negli anni ’40. L’esercito iracheno la utilizzò nei proiettili d’artiglieria negli anni ’80.
Casi celebri: Rilevata in lettere indirizzate alla Casa Bianca e al Senato americano tra il 2003 e il 2004. Negli anni ’90, fu al centro di un complotto sventato contro le forze dell’ordine da parte di miliziani in Minnesota.
Letalità: Agisce bloccando la sintesi proteica nelle cellule, portando al collasso degli organi in tempi rapidissimi.


