Vip in incognito e visitatori entusiasti per la mostra “Negli anni dell’Impressionismo”
Claude Monet
MESAGNE (BR) – La grande mostra “Negli anni dell’Impressionismo Da Monet a Boldini: artisti in cerca di libertà”, allestita nel suggestivo Castello Normanno-Svevo di Mesagne, continua a raccogliere consensi e attira un pubblico eterogeneo, che include anche volti noti del mondo dello spettacolo.
Mentre alcuni personaggi famosi in vacanza nel Salento hanno visitato l’esposizione in totale incognito, altri, come il cantautore Simone Cristicchi, hanno manifestato apertamente il loro apprezzamento. La sua visita, caratterizzata da un silenzio assorto e da un intenso scambio con la guida, è rimasta impressa nella memoria degli organizzatori. L’entourage di questi artisti sottolinea come la profonda esperienza offerta da opere così importanti sia fonte di nuova ispirazione e linfa vitale per la loro creatività.
Organizzata da Micexperience Rete di Imprese, in collaborazione con la Regione Puglia e il Comune di Mesagne, e curata da Isabella Valente, docente all’Università di Napoli Federico II, la mostra vanta 153 opere uniche e originali. L’esposizione guida il visitatore in un percorso che parte da Monet e si snoda tra i capolavori di pittori e scultori italiani e stranieri che hanno segnato una vera rivoluzione artistica.
Il gradimento del pubblico, come sottolinea Pierangelo Argentieri, ideatore del protocollo “Puglia Walking Art” e produttore della mostra tramite Reinassance srl, non si misura solo dalle parole dei visitatori, ma anche dai loro gesti. “Il segnale del gradimento lo cogliamo non solo da quanto i visitatori sentono di comunicare in segreteria a fine mostra, ma da gesti che indicano la volontà di proseguire personalmente l’esperienza vissuta, portando con loro un ‘pezzo’ dell’evento”, afferma Argentieri.
Nel mondo degli impressionisti molti episodi ricordano la curiosa commistione tra arte e crimine. Il pittore olandese, Vincent van Gogh morto all’età di 37 anni, si è spento due giorni dopo essersi sparato un colpo di pistola al petto, in un tragico gesto che si ritiene avvenuto di domenica 27 luglio del 1890, in un campo di grano vicino al villaggio di Auvers-sur-Oise, dove van Gogh viveva da circa due mesi. Sebbene il proiettile lo abbia ferito gravemente, non lo ha ucciso sul colpo. Con una forza d’animo incredibile, van Gogh è riuscito a tornare alla locanda dove alloggiava, l’Auberge Ravoux. Lì è stato assistito dal fratello e confidente, Theo, che si era precipitato da Parigi dopo aver saputo dell’accaduto.
Dunque, anche a Mesagne non vi siano dipinti del grande Van Gogh la mostra si conferma un evento culturale di grande risonanza, capace di attrarre appassionati d’arte e curiosi, celebrando un periodo cruciale per la storia dell’arte e offrendo un’esperienza immersiva e indimenticabile.
Dott. Matteo Cannella


