Tombaroli: Maxi Blitz dei Carabinieri

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CATANIA / CATANZARO – Un’operazione congiunta di straordinaria portata, coordinata dai Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Roma e supportata dalle Procure della Repubblica di Catania e Catanzaro, ha inferto un colpo durissimo al cuore del traffico illecito di beni archeologici in Italia.

L’alba di oggi ha visto scattare le manette per 56 persone, destinatarie di altrettante ordinanze di custodia cautelare. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di far parte di due distinti ma interconnessi gruppi criminali specializzati negli scavi clandestini e nella successiva ricettazione dei preziosi reperti trafugati dal sottosuolo italiano.

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L’indagine, che ha richiesto mesi di meticoloso lavoro investigativo, ha portato alla luce un vero e proprio sistema dedito al saccheggio sistematico dei siti archeologici. I criminali agivano con metodologie sofisticate, trasformando la storia e l’identità del nostro Paese in un lucroso affare illegale. Le misure cautelari, emesse dai Tribunali di Catania e Catanzaro, rappresentano il culmine di un’attività volta a recidere le radici di questo fenomeno.
Per garantire il successo dell’operazione, denominata in ambienti investigativi come “Patrimonio Sicuro,” sono stati mobilitati oltre 200 militari dell’Arma. I Carabinieri del Gruppo TPC di Roma hanno agito con il supporto fondamentale dei reparti territoriali competenti, garantendo l’esecuzione simultanea delle ordinanze nelle aree interessate.

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L’operazione odierna non si limita solo agli arresti: le indagini mirano ora a ricostruire l’intera filiera del traffico, dal “tombarolo” che viola i siti, fino ai canali di smercio internazionali che alimentano il mercato nero dell’arte e dell’antiquariato. Si stima che il valore complessivo dei beni che sarebbero finiti nelle mani di collezionisti privati, o rivenduti all’estero, ammonti a cifre impressionanti.

Il successo di questa operazione è un segnale forte e chiaro: la tutela del Patrimonio Culturale italiano resta una priorità assoluta per le Forze dell’Ordine e la Magistratura, a difesa della nostra storia e della nostra memoria collettiva.
I “Tombaroli” e la Rete di Ricettazione: Come Funzionava il Business del Saccheggio
L’inchiesta condotta dalle Procure di Catania e Catanzaro ha permesso di disegnare il profilo di due complessi sistemi criminali che operavano con la fredda efficienza di vere e proprie imprese.

Gli oggetti rubati, come avveniva nel passato con opere di enorme valore, venivano immessi nel circuito illegale, spesso transitando per collezionisti privati italiani ed europei o destinata a finire in case d’asta e gallerie d’arte compiacenti all’estero, soprattutto in Svizzera, Germania e Stati Uniti.

Dott. Matteo Cannella

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