Terremoto nei Servizi: L’Ombra della “Squadra Fiore” dietro il Big Del Deo
ROMA – Un’organizzazione clandestina annidata nel cuore degli apparati di sicurezza dello Stato, capace di muoversi tra dossieraggi, accessi abusivi alle banche dati e gestione spregiudicata di fondi pubblici. È questo il cuore pulsante dell’inchiesta della Procura di Roma sulla cosiddetta “Squadra Fiore”, un’indagine che sta scuotendo le fondamenta del sistema di intelligence italiano.
Al centro del ciclone finisce Giuseppe Del Deo, figura di primissimo piano del comparto: ex ufficiale dell’Esercito, trent’anni di carriera nei Servizi e già vicedirettore del Dis (nominato nell’agosto 2024 e dimissionario nell’aprile 2025). Oggi, i carabinieri del Ros hanno dato il via a una serie di perquisizioni che vedono coinvolte undici persone, delineando i contorni di una vera e propria “fabbrica dei dossier”.
La Falange dei “Neri”
Secondo la ricostruzione dei magistrati capitolini, Del Deo, durante il suo mandato come dirigente del reparto economico-finanziario dell’Aisi (i servizi interni), avrebbe coordinato un manipolo di collaboratori fidati. Questo gruppo, denominato convenzionalmente “i neri”, avrebbe operato su sue disposizioni per attività clandestine di tipo para-investigativo.
Le indagini svelano un intreccio tra apparati deviati, imprese e politica. In alcuni atti emergono riferimenti inquietanti anche a presunti rapporti con il Vaticano. In un’intercettazione del dicembre 2024, un dipendente della Presidenza del Consiglio e l’indagato Rosario Bonomo discutono in modo allusivo di operazioni poco chiare:
“I neri di Del Deo avrebbero fatto ‘casini dal Vaticano'”, si legge nei documenti della Procura.
Milioni di Euro e Società “Amiche”
Le accuse mosse contro Del Deo non si fermano al dossieraggio. Il magistrato ipotizza i reati di peculato e accesso abusivo a sistemi informatici. L’attenzione degli inquirenti è focalizzata su un buco da 5 milioni di euro, relativi a contratti stipulati tra i Servizi e una società ritenuta “amica”, la Sind, specializzata in biometria e riconoscimento facciale. Secondo l’accusa, queste somme sarebbero state gestite in modo illecito tra il 2018 e il 2024.
Il mosaico dell’indagine si arricchisce di nomi noti nel mondo della sicurezza e della tecnologia:
Enrico Fincati: All’epoca gestore della società Sind. Carmine Saladino: Fondatore di Maticmind, indagato per truffa. Rosario Bonomo: Ex finanziere che possedeva apparecchiature per “bonifiche” elettroniche e sognava di aprire uffici a Dubai.
Giuliano Tavaroli: Spunta nuovamente il nome dell’ex capo della sicurezza di Telecom e Pirelli (noto come “Tavola”), già protagonista delle cronache giudiziarie vent’anni fa per lo scandalo Telecom-Sismi.
Nonostante il prestigioso incarico al vertice del Dis conferitogli dal governo Meloni, Del Deo aveva lasciato i Servizi nell’aprile 2025, poco prima dell’età pensionabile, per assumere la presidenza esecutiva di Cerved Group Spa (società che l’inchiesta specifica essere totalmente estranea ai fatti).
Ora, quelle dimissioni anticipate assumono una luce diversa agli occhi degli inquirenti. Il sospetto è che la “Squadra Fiore” non fosse un sistema isolato, ma la punta di un iceberg capace di minacciare la tenuta democratica delle istituzioni.
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