Netflix presenta la nuova serie sul Mostro di Firenze e intanto spuntano nuove ipotesi

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Netflix presenta la nuova serie sul Mostro di Firenze: tra storia e leggenda, la violenza contro le donne.
FIRENZE – Un’indagine serrata che dura quasi decenni, otto duplici omicidi, e una scia di terrore che ha segnato per sempre la storia criminale italiana. È questo il cuore di una nuova, attesa serie targata Netflix che si immerge nel drammatico caso del Mostro di Firenze, uno dei misteri più complessi e irrisolti della cronaca nera.

Diretta da Stefano Sollima, già noto per aver firmato successi come Gomorra e Suburra, la serie promette di essere un racconto crudo e profondo, che non si limita a ricostruire i fatti, ma affronta direttamente il tema portante della violenza specifica contro le donne. La mano del regista si percepisce nel desiderio di non edulcorare l’orrore, ma di attraversarlo per raccontare la storia con onestà e rigore, senza sposare tesi preconcette.

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Tra il 1968 e il 1985, una Beretta calibro 22 ha firmato tutti i delitti, seminando il panico tra le giovani coppie appartate nelle campagne toscane. La brutalità degli attacchi ha sconvolto l’Italia.

La serie ripercorre le prime indagini, considerate da molti superficiali, e attraversa la controversa “pista sarda”, che ancora oggi divide investigatori, studiosi e l’opinione pubblica.

A tal proposito da qualche tempo il criminologo e investigatore privato Davide Cannella, che da anni lavora al caso, si interroga sulla possibilità che dietro l’etichetta di “mostro maniacale” si celasse l’ombra ben più inquietante dell’Anonima Sequestri sarda, operativa in quegli anni in Toscana. Un’ipotesi, questa, che mette in discussione l’immagine del killer solitario, il “Dottor Jekyll” di giorno e “Mr. Hyde” di notte, per ipotizzare invece l’azione di un gruppo criminale organizzato.

Un focus del criminologo, si concentra inoltre a un episodio spesso tralasciato: il delitto avvenuto a Lucca il 22 gennaio 1984, in cui persero la vita Graziella Benedetti e Paolo Riggio. Classificato all’epoca come una rapina finita male, l’omicidio fu scartato dal fascicolo del Mostro di Firenze unicamente a causa del diverso tipo di cartucce usate e per il fatto che non vi fu vilipendio sul cadavere di Graziella, pur essendo l’arma una Beretta calibro 22, di tipo identico a quella impiegata negli altri delitti.

Tornando al cast di Netflix, composto da Marco Bullitta, Valentino Mannias, Francesca Olia, Liliana Bottone, Giacomo Fadda, Antonio Tintis e Giordano Mannu, non si limita a interpretare i protagonisti della vicenda giudiziaria. Gli attori sono stati scelti per incarnare il clima soffocante di sospetto, dolore e paura che ha segnato una delle pagine più nere della storia italiana, dando vita a un racconto corale che ricostruisce l’angoscia di un’epoca.

Con questa serie, Netflix e Sollima promettono di offrire una prospettiva inedita su un caso che, a distanza di decenni, continua a inquietare e a sollevare domande.

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