Giallo Resinovich, la Cassazione conferma: Sebastiano Visintin resta indagato per omicidio
Sebastiano Visintin e il Direttore della Falco investigazioni di Lucca Dr.Davide Cannella
TRIESTE – Il caso sulla morte di Liliana Resinovich arriva a uno snodo cruciale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai legali di Sebastiano Visintin, confermando l’iscrizione dell’uomo nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio aggravato. Una decisione che non solo valida l’attuale percorso investigativo, ma condanna il marito della vittima anche al pagamento delle spese legali.
L’ombra dello strangolamento e il rigetto degli Ermellini
La decisione della Suprema Corte blinda l’impianto accusatorio che si è andato delineando negli ultimi mesi. Gli inquirenti ipotizzano che Liliana sia stata aggredita e strangolata all’interno di un parco cittadino, una ricostruzione che si scontra frontalmente con l’ipotesi del suicidio, inizialmente caldeggiata e poi messa in discussione dalla tenacia della famiglia della donna, in particolare del fratello Sergio.
Nonostante Visintin continui a professarsi innocente, parlando di un legame solido e privo di ombre, le testimonianze raccolte — incluse quelle di Claudio Sterpin — dipingono un quadro relazionale più complesso, che avrebbe potuto costituire il movente di una lite sfociata in tragedia.
Se da un lato la magistratura procede verso l’ipotesi dell’omicidio, dall’altro restano aperti i grandi interrogativi medico-legali. La perizia della dottoressa Cristina Cattaneo, pur fondamentale, sembra non aver sciolto in maniera esaustiva il nodo principale: la data della morte.
Restano dunque senza risposta le domande che tormentano Trieste dal gennaio 2022:
Il buco temporale: Dove si trovava Liliana dal 14 dicembre 2021 (giorno della scomparsa) al 5 gennaio 2022 (giorno del ritrovamento)?
Il luogo della prigionia: Se la morte non è avvenuta a ridosso del ritrovamento, chi ha custodito il corpo o dove è stata la donna per quelle tre settimane?
“La conferma della Cassazione è un punto di non ritorno, ma la scienza deve ancora fornirci il tassello mancante su quei 22 giorni di vuoto.”
Con la posizione di Visintin ora più fragile sotto il profilo giudiziario, la Procura di Trieste punta tutto sui nuovi accertamenti tecnici seguiti alla riesumazione del cadavere. L’obiettivo è colmare le lacune della perizia Cattaneo e trovare tracce biologiche o temporali che possano collocare con precisione il momento del decesso e l’eventuale presenza di terzi sul luogo del delitto


