Terremoto a Downing Street: si dimette Morgan McSweeney, travolto dal caso Epstein
LONDRA – Il governo di Keir Starmer perde il suo pezzo più pregiato. Morgan McSweeney, potente capo di gabinetto e architetto della schiacciante vittoria laburista, ha rassegnato le proprie dimissioni. La decisione, ufficializzata nelle scorse ore e confermata dai principali media britannici, nasce dalla tempesta politica scatenata dalla nomina di Peter Mandelson come ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti.
Al centro del caso ci sono i rinnovati sviluppi legati ai cosiddetti “Epstein file”. I legami tra Mandelson e il defunto finanziere Jeffrey Epstein sono tornati sotto i riflettori, sollevando dubbi feroci sulla capacità di giudizio del Primo Ministro Starmer. Secondo diverse ricostruzioni di stampa, sarebbe stato proprio McSweeney – legato a Mandelson da una storica amicizia – a insistere con forza per la sua nomina alla prestigiosa sede diplomatica di Washington.
La pressione mediatica e parlamentare è diventata insostenibile quando il ruolo di Mandelson è stato giudicato un “fardello” etico e politico per Downing Street.
Il comunicato: «Ho danneggiato il Paese»
In un comunicato dai toni duri e autocritici, McSweeney si è assunto la piena responsabilità dell’operazione, ammettendo l’errore di valutazione che ha messo in imbarazzo l’esecutivo:
“Questa vicenda ha danneggiato il nostro partito, il nostro Paese e la fiducia nella politica stessa”, ha dichiarato McSweeney, motivando così il suo passo indietro per proteggere l’integrità del governo.
Nonostante la gravità della situazione, Keir Starmer ha salutato il suo braccio destro con parole di profonda stima e gratitudine. Il Premier ha ricordato come McSweeney sia stato il motore della rinascita dei Labour dopo gli anni bui dell’opposizione.
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