Tra il Baratro del Golfo e l’Agonia di Cuba
DIREZIONE EDITORIALE | 4 MARZO 2026 – Mentre il mondo osserva con il fiato sospeso l’escalation militare nel Golfo Persico, si fa strada un’inquietante sensazione di déjà vu. La guerra che si sta consumando in queste ore, spinta dalla stretta sinergia tra l’amministrazione di Donald Trump (tornato alla Casa Bianca dal gennaio 2025) e il governo di Benjamin Netanyahu, sembra ricalcare pedissequamente un copione già scritto ventitré anni fa.
La giustificazione utilizzata oggi per l’offensiva deliberata contro l’Iran la minaccia imminente di “armi di distruzione di massa” — rievoca l’ombra di quel 5 febbraio 2003. In quell’occasione, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Colin Powell agitò una provetta contenente una sostanza bianca, spacciata per antrace, per legittimare l’invasione dell’Iraq.
Oggi sappiamo che quella provetta era un falso costruito sui fallimenti dei servizi segreti; lo stesso Powell, anni dopo, definì quel discorso una “macchia” indelebile sulla sua carriera. Eppure, quel falso è costato la vita a centinaia di migliaia di civili iracheni (le stime variano tra i 200.000 morti diretti e cifre ben superiori se si considera il collasso sistemico del Paese). Oggi, la storia minaccia di ripetersi con la stessa, brutale coreografia.
Se il Golfo brucia sotto le bombe, l’isola di Cuba si sta spegnendo nel silenzio. Da mesi, l’amministrazione Trump ha intensificato l’embargo storico, definendo l’Avana uno “Stato fallito” e imponendo un blocco petrolifero quasi totale. Le sanzioni colpiscono chiunque tenti di vendere greggio all’isola, con l’obiettivo dichiarato di paralizzarne l’economia.
Aeronautica: Le compagnie aeree internazionali non possono più atterrare a Cuba per l’impossibilità di fare rifornimento (Jet A-1 non disponibile), dirottando i voli verso Giamaica o Santo Domingo.
Emergenza Sanitaria: Le autoambulanze sono ferme per mancanza di carburante; gli ospedali operano in condizioni disperate, privi di medicinali e con blackout continui.
Igiene e Malattie: I rifiuti si accumulano nelle strade, favorendo il ritorno di malattie che sembravano sconfitte, con una virulenza che colpisce soprattutto i bambini, malnutriti e privi di cure.
“È un blocco genocida”, denunciano le autorità locali, mentre la scarsità di energia sta trasformando una crisi politica in un dramma umanitario epocale.
Il Nuovo Disordine Mondiale:
Il petrolio non è più solo una risorsa energetica, ma un’arma di ricatto utilizzata per destabilizzare interi quadranti del pianeta. Con l’uso sistematico di dazi e sanzioni, l’attuale politica statunitense sembra voler ridisegnare i confini del potere globale attraverso la fame e il buio.
Mentre l’ordine internazionale vacilla sotto i colpi di questa “strategia della massima pressione”, sorge spontanea una domanda che scuote le fondamenta stesse della democrazia: in un mondo dove la forza economica e militare viene usata per soffocare intere nazioni, Trump è ancora disposto ad accettare il verdetto di libere elezioni, o il ricatto è diventato l’unica forma di governo possibile?
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