Chiara Ferragni assolta: “Finito un incubo, avevo fiducia nella giustizia”

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MILANO – Si chiude con una sentenza di assoluzione piena il capitolo giudiziario che ha travolto la vita e la carriera di Chiara Ferragni. Dopo due anni di tempesta mediatica e legale, il Tribunale di Milano ha stabilito che l’imprenditrice digitale non ha commesso alcuna truffa aggravata in merito ai casi del Pandoro “Pink Christmas” e delle uova di Pasqua “Dolci Preziosi”.

Insieme a lei, sono stati assolti con formula piena anche l’ex braccio destro Fabio Maria Damato e il patron di Dolci Preziosi, Francesco Cannillo. Cade dunque l’impianto accusatorio della Procura, che aveva chiesto una condanna a 1 anno e 8 mesi per l’influencer.

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“Il fatto non sussiste”
L’aula al terzo piano del Palazzo di Giustizia era gremita quando è stata letta la sentenza. Ferragni, presente a ogni udienza, ha accolto il verdetto con visibile commozione. La difesa ha sempre puntato sull’assenza di dolo, sostenendo che, sebbene potessero esserci stati errori di comunicazione, non vi era alcuna volontà di raggirare i consumatori.

Il giudice ha accolto la tesi difensiva, confermando che non si è verificata alcuna truffa dal punto di vista oggettivo.

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All’uscita dal tribunale, circondata dai cronisti, l’imprenditrice ha rilasciato una breve ma intensa dichiarazione:

“Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e oggi quella fiducia è stata ripagata. È finito un incubo lungo due anni, un periodo in cui ho sofferto molto ma che mi ha anche insegnato tanto. Ora mi riprendo la vita e, finalmente, riacquisto la mia voce.”

La vicenda ebbe inizio nel dicembre 2023, scatenando un dibattito nazionale sulla trasparenza della beneficenza legata alle operazioni commerciali degli influencer. La Procura aveva ipotizzato il reato di truffa aggravata, sostenendo che le modalità di promozione avessero indotto i consumatori a credere che l’acquisto dei prodotti avrebbe contribuito direttamente alla donazione agli ospedali.

Tuttavia, il dibattimento ha chiarito che non vi è stato alcun lucro illecito e che l’operato di Ferragni e del suo team, per quanto oggetto di sanzioni amministrative in passato, non ha rilevanza penale.

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