Caso Resinovich, Visintin fermo sulla sepoltura: «Liliana deve tornare nella sua tomba»
TRIESTE – Non si placa il confronto a distanza tra i familiari di Liliana Resinovich, anche su questioni che toccano la sfera più intima e dolorosa: la destinazione finale delle spoglie della donna. Sebastiano Visintin, marito di Liliana, è tornato a parlare ai microfoni di Radio Caffè Criminale, ribadendo con fermezza la sua posizione circa il luogo in cui i resti della moglie dovranno riposare una volta conclusi gli accertamenti forensi.
Al centro della questione c’è la futura collocazione del corpo di Liliana, attualmente oggetto di nuovi studi dopo la riesumazione affidata dalla Procura alla dottoressa Cristina Cattaneo. Secondo quanto riferito da Visintin, ci sarebbe una netta divergenza di vedute con il cognato, Sergio Resinovich.
«Mio cognato Sergio avrebbe altre idee su dove collocare i resti mortali di mia moglie, ma io non sono d’accordo», ha dichiarato Visintin al cronista della testata radiofonica.
Per Sebastiano, non ci sono alternative al ritorno di Liliana nel luogo da cui è stata prelevata per gli esami autoptici. La sua volontà è quella di garantire alla moglie la continuità del riposo nella tomba originaria,
L’iter burocratico: Il nulla osta per la sepoltura dipenderà esclusivamente dalle decisioni della Procura di Trieste, che dovrà liberare la salma una volta terminati i test necessari a chiarire le cause del decesso.
L’impegno del marito: «Quando la Procura darà il suo assenso daremo seguito alle volontà di Liliana. Volontà che ho sempre voluto rispettare», ha concluso Visintin.
Davide Cannella


