“Dammi le sigarette o sparo”: terrore in classe
A scuola con il metal detector
Forse ricorderete un nostro precedente articolo dello scorso 30 marzo, dal titolo emblematico: “Docenti in cattedra con la pistola”. In quell’occasione avevamo rievocato una vecchia pellicola cult del cinema d’azione, Classe 1984, in cui le aule scolastiche si trasformavano in trincee e il corpo docenti era costretto a difendersi da studenti fuori controllo. Non volevamo certamente essere profetici, ma la cronaca di queste ore sembra avvicinarsi in modo inquietante alla nostra riflessione di qualche mese fa.
L’ultimo, gravissimo episodio arriva dal Modenese, precisamente dall’istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola, dove la realtà ha preso i contorni di un thriller d’azione.
“Dammi le sigarette o sparo”: terrore in classe.
I fatti, rivelati dalla Gazzetta di Modena, risalgono allo scorso 21 maggio e si sono consumati durante le ore di lezione in una classe prima dell’indirizzo professionale. La dinamica descritta è da brividi: il docente alla cattedra sarebbe stato preso alle spalle da un gruppo di studenti, uno dei quali gli ha puntato un’arma alla tempia pronunciando la minaccia: “Dammi le sigarette o sparo”.
L’arma si è poi rivelata essere una pistola a pallini, una riproduzione fedele di un’arma vera. Un dettaglio che il professore, nel momento in cui ha avvertito il metallo contro la pelle, non poteva ovviamente sapere. Come ormai triste consuetudine tra i giovanissimi, l’intera scena sarebbe stata ripresa in un video con uno smartphone.
Il docente ha formalizzato la segnalazione sul registro di classe e informato la dirigenza. Immediata la reazione del preside, Edoardo Ricci, che ha allontanato il ragazzo:
“Lo studente aveva già ricevuto due provvedimenti di sospensione di dieci giorni e aveva superato il limite massimo di assenze. È stato invitato a non presentarsi più a scuola. Quello che traspare è la loro sottovalutazione completa dei rischi del fatto e la loro inconsapevolezza: è disarmante”.
Il precedente: il “fight club” nel sottoscala
Non si tratta di un fulmine a ciel sereno per il Galilei di Mirandola. Solo pochi giorni prima, l’istituto era finito al centro delle cronache per un altro video circolato sui social: un vero e proprio incontro di pugilato con i guantoni, organizzato dagli studenti durante una pausa delle lezioni in un ring improvvisato nel sottoscala della scuola. Un episodio che aveva spinto la scuola a non ammettere i protagonisti agli scrutini.
L’allarme dei sindacati: “Crisi educativa, non semplici bravate”
Il caso di Mirandola è solo la punta dell’iceberg di una situazione esplosiva che sta investendo l’intera provincia. I sindacati della scuola hanno espresso ferma solidarietà al docente, tracciando un bilancio allarmante.
I numeri della crisi: Secondo Carmelo Randazzo (Cisl), nell’anno scolastico appena concluso si sono registrati nella sola provincia di Modena almeno 16 episodi gravi tra aggressioni, risse, pestaggi, utilizzo di spray urticante e tentate rapine ai danni di studenti. “Una sequenza che testimonia una crisi educativa e di sicurezza che non può essere archiviata come una somma di bravate”, spiega Randazzo, rifiutando soluzioni “semplicistiche”.
Se qualche mese fa il parallelo con il cinema distopico degli anni ’80 poteva sembrare una provocazione giornalistica, oggi gli episodi di Mirandola ci ricordano che il confine tra l’iperbole cinematografica e il disagio reale delle nostre aule si sta facendo drammaticamente sottile.


