Morte a Viareggio: un Noir che Indaga tra Omicidi e Magia Nera
Il Criminologo Davide Cannella - Direttore della Falco Investigazioni di Lucca
VIAREGGIO – Un’atmosfera di mistero e cultura ha avvolto Villa Argentina ieri, 16 settembre, in occasione della presentazione di Morte a Viareggio. Omicidi e magia nera per Pompilio Nardini, il nuovo noir di Paolo Giannotti, edito da Frilli. Un pubblico numeroso e attento ha gremito le sale di questo splendido gioiello in stile Liberty, confermando il grande interesse per l’opera dello scrittore massese.
Giannotti, ex giornalista e insegnante di lettere, è uno studioso di letteratura ottocentesca e storia di Massa. I suoi successi letterari includono la presenza tra i finalisti del Premio Calvino e del Premio Morselli. Morte a Viareggio, il suo terzo romanzo dopo Il Paese degli Acchiappacitrulli e Giallo in Versilia, introduce il lettore nel mondo del giornalista-detective Pompilio Nardini, che si muove tra gli intrighi di una Viareggio fatta di luci e ombre, esoterismo e magia nera.
La presentazione, sapientemente moderata dalla grafologa forense Lorella Lorenzoni, è stata un vero e proprio dialogo tra generi, storia e attualità. Il dibattito ha preso una piega ancora più misteriosa e inaspettata grazie all’intervento del detective e criminologo Davide Cannella, che ha riportato alla luce un caso che ha segnato la Versilia: quello della “Circe in Versilia”. Cannella ha rivelato che il delitto non può essere avvenuto alle 22:00 di sera, ma almeno due ore dopo. Il delitto della “Circe di Forte dei Marmi” ebbe un epilogo legato alla magia nera: fu trovata una scatola di scarpe contenente una statuetta di cera raffigurante Luciano Jacopi, soprannominato “Gasparello”, trafitta da spilli. A corredo della statuetta, un biglietto con la minacciosa scritta “la morte è imminente”. La scatola e la statuetta furono attribuite a Tamara Jacopi, la figlia di Luciano. Un inquietante delitto che l’autore ha scelto di inserire nel suo romanzo.
L’incontro ha visto anche la partecipazione di altre figure di spicco: lo storico Lodovico Gierut, che ha sottolineato il ruolo della scrittura nella conservazione della memoria, e la storica Marilena Cheli Tomei, che ha tracciato un affascinante ritratto di Giacomo Puccini collegandosi al suo ultimo libro, L’amicizia e altre cose. Infine, lo storico Lorenzo Marcuccetti ha approfondito il legame tra il territorio e la narrativa noir.
La serata, documentata dal fotografo Mirco Trivellato, si è dimostrata molto più di una semplice presentazione di un libro: è stata un’occasione per riflettere sulle complesse relazioni tra storia, arte, società e soprattutto, mistero.
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